Di Agata Fenaroli e Sara Guerrini Rocco

Mobilità, big data, AI, sostenibilità, customer experience: questi alcuni dei temi trattati durante la tavola rotonda che si è svolta nel corso della prima plenaria dello IAB Forum 2020. Ad intervenire tre dirigenti di importanti aziende automobilistiche e di servizi per la mobilità guidati da Gionata Tedeschi, head of strategy di Octo Telematics.

Fin dai primi minuti dall’inizio dell’incontro Piero Misani, SVR R&D e cyber di Pirelli, non nasconde come, anche in un settore come quello automobilistico, il tema della sostenibilità sia diventato, aggiungerei fortunatamente, assolutamente centrale. Pirelli sta, infatti, studiando nuovi materiali rinnovabili per la costruzione dei propri pneumatici e, in particolare, osservando il comportamento degli alberi, Misani spiega come stiano concentrando i loro maggiori sforzi verso la lignina, materiale totalmente ecosostenibile derivato dal legno. Ciò apre la strada verso un importante e necessario obiettivo: il raggiungimento per Pirelli di una carbon neutrality entro il 2030.

Il tema della sostenibilità e delle materie prime innovative non è, però, l’unica tematica che Piero Misani tratta. Infatti a questa giunge partendo da un altro progetto su cui Pirelli sta lavorando, cioè quello relativo agli pneumatici “intelligenti”. Può sembrare un discorso fantascientifico ma, in verità, è molto più vicino a noi di quanto pensiamo nonostante sia assolutamente rivoluzionario, tanto che, già a partire dal prossimo anno, si potranno vedere pneumatici di questo tipo montati su vetture prestige. Perché una decisione del genere? Tutto nasce dal fatto che gli pneumatici sono sempre stati considerati come elementi in grado di garantire tenuta e sicurezza durante la guida ma mai come fonte di informazioni: sono pneumatici estivi, invernali o quattro stagioni? Sono usurati? Com’è il coefficiente d’attrito della strada? Riuscendo a far interagire lo pneumatico con la vettura si potrebbe, grazie all’utilizzo dei dati, fornire una serie di informazioni fino ad ora inaccessibili all’utente.

Se gli pneumatici “intelligenti” sono una promessa, le automobili connesse sono realtà e per Mercedes-Benz questo è motivo di continua ricerca ed innovazione. Radek Jelinek, CEO della casa automobilistica tedesca, inizia il suo intervento rivelando alcuni dei progetti che stanno sviluppando presso il loro Research Center nella Silicon Valley. Tra le novità più attese c’è sicuramente un nuovo operative System interno che permetterà alla casa automobilistica di diventare proprietaria dei dati dei propri utenti senza dover dipendere dalle altre compagnie tech  e la messa a punto di auto a guida autonoma. A tal proposito, però, Radek Jelinek evidenzia un problema: se da una parte è pronta una nuova tecnologia innovativa, dall’altra abbiamo un mercato, specialmente quello italiano, particolarmente arretrato così come le infrastrutture ancora troppo antiquate per permettere un cambiamento così rivoluzionario in tempi brevi. 

Dai dati per migliorare l’esperienza dell’utente all’interno del veicolo ai dati per migliorare l’esperienza con l’ambiente esterno. Promotore e leader di quest’ultimo settore è senza dubbio Telepass che è stato dunque il primo a permettere una connessione tra automobile e infrastrutture circostanti, in particolare il casello. Gabriele Benedetto, CEO dell’azienda, spiega invece come Telepass non si sia fermata ma stia, anzi, investendo in innovazione. L’obiettivo è creare una nuova customer experience a 360° che sia in grado di affiancare l’utente nel corso del suo viaggio ma anche nei giorni successivi attraverso l’offerta di servizi integrati. Ciò è possibile, spiega Benedetto, “non solo avendo sviluppato tanti servizi, ma avendo studiato i dati che ci sono dietro per contestualizzare le promozioni al cliente”. 

In conclusione, una riflessione circa l’azienda del futuro che, secondo Piero Misani, dovrebbe essere integrata, veloce e competente. L’integrazione, infatti, è fondamentale per essere in grado di intercettare i trend futuri e la velocità lo è altrettanto per poter innovare. Infine, per essere riconoscibili e credibili nel mercato bisogna saper mantenere forte la propria identità aziendale e il proprio know-how.


Lascia un commento