Articolo scritto da Marco Kuhner e Giovanni Spadola.
Lo IAB Forum 2020 ha aperto le porte del metaverso, quello spazio in cui fisico e digitale convergono e in cui le tecnologie digitali diventano parte integrante della vita quotidiana. Infondo, non è altro che la rappresentazione di quella che è la realtà odierna, caratterizzata da continue trasformazioni che trovano sempre di più nel digitale e nei suoi strumenti infinite opportunità di innovazione.
Uno dei settori che maggiormente rispecchia il veloce andamento della rivoluzione tecnologica è certamente quello della mobilità, caratterizzata sempre di più dalla presenza del digitale, che affianca e implementa tutte quelle componenti fisiche e materiali tipiche del settore.
Ma quali sono in ambito automotive le ultime novità legate alla connettività, ai big data e al crescente tema della sostenibilità?
Ce lo hanno spiegato con il loro intervento alcuni manager di importanti aziende che operano nel panorama italiano, e non solo, come Pirelli, Mercedes-Benz e Telepass.

L’incontro, moderato da Gionata Tedeschi, Head of strategy di Octo Telematics, verte subito su un elemento essenziale nel mondo automotive: il pneumatico, prodotto tipicamente fisico ma che oggi è al centro di importanti trasformazioni, sia in logica di intelligenza sia di sostenibilità.
“Fino ad oggi, il pneumatico è stato interpretato semplicemente come una componente dalle caratteristiche fisiche e meccaniche di tenuta e di sicurezza per la guida”.
A parlarne è Piero Misani, SVP R&D and Cyber di Pirelli, il quale chiarisce come ciò che sta cambiando è però il modo di pensare al pneumatico anche come fonte di informazione. Il fatto che sia il primo elemento di contatto a terra permette infatti di fornire dati importanti che anche i sistemi di infotainment odierni non riescono a trasmettere. Queste informazioni possono essere ad esempio la tipologia di pneumatico utilizzato (se estivo, invernale o quattro stagioni), il suo livello di usura o soprattutto le condizioni dell’asfalto e il coefficiente d’attrito su una determinata strada.

La sfida del futuro è quindi il trasferimento di dati tra pneumatico e autovettura, anche se, a quanto rivela Misani, Pirelli è già molto vicina al suo raggiungimento.
“Il dato e la digitalizzazione stanno cambiando molto non solo il prodotto nell’automotive, ma anche il modo con cui esso viene sviluppato” – prosegue. La digitalizzazione è infatti ormai pervasiva nella progettazione virtuale, e nello scambio di dati tra aziende, fondamentali per l’innovazione dei prodotti.
L’altro tema fondamentale è poi quello della sostenibilità: grazie allo scambio di dati reso possibile dalla digitalizzazione delle macchine, si è ormai in grado di processare materiali che derivano da fonti rinnovabili e riscontrabili nella natura. Misani spiega infatti come osservando gli alberi e le loro radici sia possibile riscontrare caratteristiche fisiche di flessione ma anche di rigidità. Si è così arrivati a ricavare materie prime innovative come la lignina, utilizzata nella composizione di uno pneumatico in quanto è in grado di ridurre il contenuto fossile dello stesso, rendendolo sempre di più un prodotto eco-sostenibile.
Collegandosi all’importanza dei dati anche nel settore automotive, Radek Jelinek, Presidente e CEO di Mercedes-Benz Italia, rivela come la casa tedesca, tramite il proprio centro di ricerca e sviluppo in Silicon Valley, stia sviluppando non solo i complessi sistemi di guida autonoma, ma anche quello che sarà il sistema operativo proprietario del gruppo. Mercedes ha infatti deciso di non dipendere da aziende esterne per la gestione dei dei dati ma di sviluppare, insieme a BMW e Audi, il proprio sistema operativo con tutte le caratteristiche tipiche dei sistemi di infotainment sui veicoli, dall’app store proprietario al controllo vocale Hey Mercedes.

Per quanto riguarda la guida autonoma, Jelinek afferma che ormai si è quasi arrivati al suo completamento e che fra pochissimi anni la guida autonoma sarà tecnologicamente possibile. Ci sono però dei limiti rilevanti alla sua applicazione in strada, soprattutto per quanto riguarda il contesto italiano. Innanzitutto, il parco auto, che nel bel paese è uno dei più anziani d’Europa e che quindi non permette di avere un ampio sistema di auto connesse. Inoltre, l’infrastruttura è poco preparata: per portare veicoli a guida autonoma sulle strade c’è bisogno di nuove infrastrutture, soprattutto per quanto riguarda la rete 5G, necessaria per far comunicare i veicoli istantaneamente. Infine, ci sono dei limiti morali e giuridici: siamo pronti ad accettare un incidente mortale in cui è coinvolta un’auto a guida autonoma? Dove cadrebbero le responsabilità?
Per questo si pensa alla guida autonoma inizialmente soltanto per tutti quei tratti di strada a traffico costante e regolare in cui sono coinvolti i trasporti merci.
“La vera sfida di oggi è quella di abbattere le barriere digitali” – afferma poi Gabriele Benedetto, CEO di Telepass, offrendo così all’incontro il punto di vista dei servizi alla mobilità.

Tutti gli operatori del settore infatti, stanno cercando ad oggi di verticalizzare sul proprio prodotto una community di persone. Il problema di questo atteggiamento ricade però sull’utente, che, volendo usufruire dei servizi a disposizione, si ritrova con tantissime applicazioni sul proprio smartphone, con relativi account e password. Telepass, che da anni propone un servizio dedicato alla velocità e alla semplificazione degli spostamenti, ritiene che a questo problema ci sia soltanto una soluzione: avere una chiave di accesso unica, collegata ad un unico sistema di pagamento veloce. In sostanza, un unico servizio con un unico profilo con il quale poter usufruire di tutti gli altri servizi dedicati alla mobilità (dal car sharing agli altri servizi legati al concetto di smart city e mobilità alternativa).
Inoltre, Benedetto riflette sul tema della customer experience e la sua trasformazione con l’avanzare della tecnologia. Grazie infatti ai dati che vengono costantemente raccolti, oggi Telepass è in grado di integrare numerosi servizi sulla base degli spostamenti dei propri utenti. Si può infatti intervenire, ad esempio, quando un cliente sta andando a sciare con la propria auto, offrendogli una micro-assicurazione per lo sci, un servizio di skipass durante il soggiorno ma anche un lavaggio del veicolo al suo ritorno, magari mentre è in ufficio: “La sfida di oggi è meno spamming al cliente ma più caring nel momento in cui ha realmente bisogno di usufruire di determinati servizi”.
Infine, Piero Misani definisce le 3 caratteristiche dell’impresa digitale del futuro, che deve essere:
- Integrata
- Veloce
- Competente
L’integrazione tra le diverse case automobilistiche ma anche tra i diversi operatori della filiera è fondamentale per poter comprendere i trend del futuro legati alla mobilità, alla sicurezza e alla sostenibilità. Attraverso sistemi di progettazione congiunta ed integrata è poi possibile velocizzare tutti i processi di sviluppo. “La velocità è fondamentale nell’innovazione: oggi vince chi arriva primo, non chi innova e basta. Non è più sufficiente innovare, bisogna creare innovazione velocemente”. La velocità non deve però compromettere l’identità aziendale, che si basa sulle competenze specifiche e che non devono sostituirsi con quelle delle altre aziende, ma integrarsi.

