di Valeria Alborghetti ed Elisa Carangelo

Durante la prima giornata dello IAB Forum 2020, edizione interamente digitale, tre manager appassionati di ciclismo discutono, pedalando, relativamente ai cambiamenti che il mondo del business sta attraversando oggigiorno. L’incontro, svolto in collaborazione con Technogym, avviene in una dimensione non più solamente fisica o digitale ma in una realtà frutto dell’incrocio tra queste: il Metaverse.

Gli ospiti dell’incontro sono Sergio Amati, General Manager di IAB Italia, Uberto Fornara, Amministratore Delegato di Cairo Communication e Amministratore Esecutivo Delegato di RCS MediaGroup e Nicola Lanzetta, Responsabile Mercato Italia Enel. Il direttore editoriale IAB Forum, Massimo Sideri, modera questa prima mondiale a tema Bike Storming.

Perché un incontro su due ruote?
L’idea è nata da una frase di Albert Einstein: “La vita è come andare in bicicletta, per mantenere l’equilibrio devi muoverti”, questa regola ha la stessa valenza anche nel mondo del business; le aziende per rimanere in equilibrio devono cercare costantemente di muovere l’economia.

Il primo argomento trattato durante questo dialogo riguarda la fase di transizione che le imprese stanno sperimentando verso un mondo più digitale e, di conseguenza, una particolare attenzione viene posta sulle possibili modalità con le quali le aziende possano adattarsi al meglio agli imminenti cambiamenti. Infatti, secondo Uberto Fornara, facendo un riferimento alla teoria di Darwin, non sono le specie più forti ed intelligenti a sopravvivere, ma chi riesce a dimostrare di avere maggiore capacità di adattamento. Il digitale ha accelerato e, allo stesso tempo, ha accorciato i cicli di vita dell’economia, molte aziende leader nei loro settori non sono riuscite ad interpretare i cambiamenti contemporanei, determinando loro l’obbligatoria uscita dal mercato. “Il cambiamento è possibile ignorarlo o subirlo con destini fallimentari prescritti, oppure è possibile interpretarlo, trasformando le minacce in possibili opportunità” sono le parole conclusive del discorso di Fornara.

Un esempio lampante di un’industria che ha subito trasformazioni evidenti come conseguenza dell’avvento del digitale è il mondo dei media. La televisione, il cui share, pochi anni fa, era conteso da pochi canali, adesso vive in un mercato molto più complesso e diversificato. Anche il settore della carta stampata ha subito un grande impatto con l’introduzione di nuove tecnologie e con l’integrazione del web, ma l’adattamento ai formati online ha permesso a molti quotidiani di sopravvivere, diversificando il loro business.

La situazione provocata dalla pandemia che stiamo tuttora vivendo è stata una minaccia per molte imprese: il settore degli eventi ha risentito molto la grave situazione attuale, subendo seri danni economici. Le opzioni a questo punto erano due: fermarsi e aspettare che la situazione migliorasse, portando così ad un prevedibile fallimento, oppure reinventarsi, usufruendo delle nuove tecnologie e trasformando gli eventi offline in eventi online.

Mantenendoci sul tema dei cambiamenti, non si poteva escludere l’argomento della sostenibilità. Nicola Lanzetta, pedalando l’onda di questo tema, ci racconta di come l’azienda da lui amministrata sia riuscita, tramite diverse azioni, a rendersi più sostenibile. Un esempio di questo traguardo è stata la sostituzione della bolletta cartacea (che annualmente provoca lo spreco di carta ed inchiostro) con una versione web: circa il 60% dei clienti Enel ad oggi ha scelto questa versione ecofriendly, evitando lo spreco della versione “più antica”. Con questo esempio capiamo come sia evidente che anche un business che parte da una tradizione molto radicata, grazie al digitale, sia riuscita a adattarsi e migliorare sensibilmente il suo operato.

Passando al corridore di casa, Sergio Amati, il tema di conversazione si sposta nuovamente verso il mondo degli eventi, settore che ha dovuto totalmente riformularsi e cambiare modello di business. Proprio per questo, l’edizione di quest’anno dello IAB Forum percepisce come punto centrale la dimensione del Metaverse, che unisce il mondo fisico e digitale; il quale è prodotto della situazione in cui il mondo si è ritrovato ad affrontare a causa della pandemia. La customer experience è cambiata e quindi anche le imprese devono cavalcare questa onda di progressione e adattarsi alle nuove esigenze. Sergio Amati porta l’esempio della Milano Digital Week, un evento, fino ad ora, totalmente offline il quale, per l’edizione 2020, ha dovuto radicalmente digitalizzarsi per poter rispondere alle esigenze del momento. I riscontri ottenuti sono stati positivi, proprio perché l’azione di adeguamento è stata rapida.
“Gli eventi non saranno più come una volta, cambieranno completamente” sono le parole conclusive del General Manager di IAB Italia.

Proseguendo per lo step successivo, il discorso avanza sul tema della qualità, che come ricorda Massimo Sideri, si ottiene grazie al lavoro delle persone. In questo contesto di completo cambiamento, in cui le interazioni fisiche subiscono una grande limitazione in favore di quelle virtuali, è essenziale che l’importanza del capitale umano non passi in secondo piano. La continua ricerca di un confronto con i colleghi resta una parte fondamentare del mondo lavorativo.

Seguendo lo stesso tema, Uberto Lanzetta racconta da un punto di vista manageriale, della sua preferenza ad incontrare le persone nel luogo in cui possono sentirsi a loro agio – ad esempio nel loro ufficio – in modo che lo scambio di opinioni e idee sia il più naturale possibile. Lo smartworking è stata una modalità necessaria per molte aziende affinché si potesse garantire il continuo svolgimento della prestazione lavorativa e fortunatamente si è rivelata una pratica efficiente per molti. Altri lavori che invece hanno sfaccettature più creative le quali richiedono un confronto continuo, hanno riscontrato delle forti differenze tra le riunioni pre-pandemia e post-pandemia (in videochiamata). I momenti quotidiani che caratterizzano il lavoro in ufficio, come, banalmente, le pause pranzo sono, nella loro semplicità, momenti in cui il dialogo tra colleghi porta alla creazione di idee straordinarie.

Senza alcun dubbio, questa pandemia ci ha insegnato (e continua ad insegnarci) l’importanza della centralità della persona e dei suoi momenti più quotidiani che fino a poco tempo fa erano dati per scontati: godersi il caffè al bar e passeggiare in un parco acquisteranno un rilevanza maggiore, dovuta al cambiamento che questa pandemia ha indotto.

Un altro settore che sta subendo dei cambiamenti motivati dalla digitalizzazione sono le transazioni economiche: un atto che in Italia fatica a insediarsi. A Milano, presso il BASE, ci sarà l’inaugurazione del primo cashless bar, prevedendo una smaterializzazione completa dei contanti. L’esperienza “del pagare” cambierà radicalmente, ma i vantaggi che porterà saranno rilevanti. Un po’ come la bicicletta, che nacque come risposta ad uno stato di necessità: l’esplosione di un vulcano in Indonesia nel 1817 provocò una moria di cavalli, i quali erano utilizzati come principale metodo di spostamento, determinando l’esigenza della creazione di un nuovo mezzo. Ad oggi, grazie all’incrocio con la tecnologia, questo mezzo di trasporto “antico” ha avuto un’ulteriore trasformazione con il delivery, vivendo una differente giovinezza.

L’incontro termina con i racconti personali da parte dei tre manager che ci raccontano le motivazioni che li hanno portati a praticare e ad appassionarsi a questo sport su due ruote. Tra questi, ci ha particolarmente colpito la riflessione sull’irrinunciabile correlazione tra uomo e tecnologia, fatta dal manager di Enel:

“La bici è affascinante per motivi quasi filosofici, c’è lo sforzo, prima di tutto verso te stesso e poi verso chi pedala con te. Un po’ come il paradigma della vita, nella quale hai successo se hai prima successo con te stesso. Il secondo riguarda il movimento, che è vita. Infine, il terzo aspetto è la simbiosi unica tra tecnologia e uomo. La più grande tecnologia, la più grande bici, nulla è se non c’è un atleta. Analogamente per quanto una persona possa essere brava, se non utilizza la tecnologia, probabilmente sarà penalizzata.”

Ci resta però una domanda: chi è arrivato per primo?


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