di Daniela Ferrario e Silvia Graziosi

Intervento di Elena Tedoldi e Alessandro Ferrario di The Adecco Group.

In uno scenario in cui l’innovazione tecnologica sta penetrando in maniera sempre più capillare nella quotidianità delle persone, il processo di costruzione della propria reputazione online acquisisce maggiore importanza.

La cura della propria identità in rete diviene, dunque, fondamentale in ottica non solo personale ma anche lavorativa, e i social network sono senza ombra di dubbio il veicolo principale mediante il quale trasmettere e comunicare la stessa.

Ne consegue che, per farsi strada nel mondo del lavoro e costruire una digital reputation solida e coerente con la propria personalità, sia necessario apprendere nuove skills strategiche che consentano di posizionarsi efficacemente nel mercato del lavoro e di essere percepiti in maniera autentica e vincente.  

Di questo ha parlato Elena Tedoldi, Head of Talent Acquisition Strategy & Employer Branding presso The Adecco Group.

Elena è una delle professioniste che da anni opera presso la multinazionale specializzata in consulenza e soluzioni HR e che conta, ad oggi, più di 30 mila collaboratori sparsi in 60 diversi Paesi del mondo. 

La piattaforma multibrand, con sede a Zurigo, persegue una mission ben chiara: ispirare con passione le persone verso un mercato del lavoro inclusivo; orientare efficacemente le inclinazioni individuali per favorire l’incontro tra domanda e offerta; immaginare il futuro del mercato del lavoro per diventare una guida per aziende e individui.

Al fine di abbracciare gli obiettivi di ciascuna specifica area professionale, The Adecco Group racchiude sei diversi brand, ognuno con differenti competenze di settore capaci di fornire soluzioni dedicate e contribuire, insieme, a “costruire il lavoro del futuro per tutti”: si tratta di Adecco, Badenoch + Clark, Fondazione Adecco per le Pari Opportunità, Lee Hecht Harrison, Mylia, PHYD, Modis e Spring Professional.

Tra le numerose iniziative di cui The Adecco Group si fa portavoce troviamo Snooze, una digital experience ispirata al mondo onirico e totalmente avulsa dal contesto aziendale: l’obiettivo finale è quello di aiutare, mediante i principi di gamification, la nuova generazione di professionisti a sviluppare una maggior consapevolezza di sé in vista del recruiting e dell’ingresso nel mondo del lavoro.

Pilota di aquiloni, Inventore delle galassie, Custode delle nuvole e ancora Domatore di vento sono solo alcuni tra gli 8 profili Snooze a cui ciascun partecipante può essere associato al termine dell’esperienza, ognuno con tratti caratteriali e attitudinali specifici che è utile conoscere e saper valorizzare durante il colloquio di lavoro.

Home page di Snooze

Un altro progetto, anche in questo caso rivolto principalmente a studenti e neo-lavoratori, è PHYD, la cui anima phygital emerge già dal nome, dato dalla fusione di “physical” e “digital”. 

Si tratta di una piattaforma online che, sfruttando l’intelligenza artificiale, ha il fine di valorizzare il capitale umano e aiutare studenti e lavoratori ad acquisire tutte le nuove skills richieste nel mercato del lavoro contemporaneo, facilitando così l’incontro tra formazione e innovazione. Ad oggi, Phyd è uno strumento sicuramente di enorme valore che permette di comprendere la propria occupabilità nel mercato del lavoro del futuro partendo dal proprio bagaglio di esperienze e conoscenze.

Questi due progetti sono stati citati perché nel settore HR, oltre alle conoscenze pratiche da spendere sul campo lavorativo, gioca un ruolo determinante anche l’aspetto valoriale di un candidato. Infatti, così come accade per l’immagine aziendale, anche nel recruitment i valori della persona – come empatia, responsabilità, onestà e rispetto – diventano sempre più influenti. Per questo motivo, Alessandro Ferrario, Talent Attraction and Academic Partnerships at The Adecco Group, ha spiegato come sfruttare al meglio i canali social per curare la propria presenza digitale, seguendo la regola delle tre A. 

La prima A sta per APPROCCIO. Il personal branding indica quell’insieme di strategie utili a valorizzare i punti di forza e trasmettere la propria persona in differita: nel condividere risultati e momenti chiave del proprio percorso o nel commentare post di altri utenti si devono far emergere non solo i tratti salienti della propria personalità ma anche, ad esempio, i propri hobby, interessanti anche per l’azienda a cui proporsi. La mera pubblicazione di contenuti ormai fa parte della nostra routine, ma occorre ricordarsi di rispettare sempre la netiquette!

“Sii social, non asociale”, ma soprattutto “sei quello che sei”: qui la seconda A, che si rifà all’ATTEGGIAMENTO.
Tenere a mente alcune regole nella gestione dei propri profili social avrà delle ripercussioni positive sia sulla costruzione della rete, sia sul proprio futuro lavorativo. Infatti, i tre canali principali usati da candidati e recruiter sono le bacheche, i siti web aziendali e i social network. In quest’ottica, colpisce la sproporzione dei numeri relativi alla consultazione e alla tipologia di questi strumenti da chi ‘deve essere scelto’ e chi ‘sceglie’:

Spesso, infatti, per approfondire la conoscenza della persona dopo lo screening del curriculum vitae, si passa ai profili social.
Ecco perché la digital reputation ha bisogno di essere curata, confermando ciò che è stato riportato nel cv: il 30,8% dei candidati vengono valutati negativamente per questo motivo.

Arrivando all’ultima A di ATTENZIONE, Alessandro ha vivamente consigliato di prestare attenzione alle impostazioni della privacy e, se si volesse tenere “lucchettata” la propria vita privata, di aprire due profili differenziati: uno personale e uno più professionale. In generale, ogni servizio di networking si fonda su:

  • IDENTITY: dalle fotografie alle biografie presenti ovunque in maniera differente, con cui raccontarsi e presentarsi;
  • NETWORK: avere una rete di contatti solida e valida sarà interessante – riferendoci ai contenuti, e utile professionalmente parlando;
  • KNOWLEDGE: pubblicare, condividere e commentare contenuti renderà un profilo più autorevole e visibile.

Nonostante in classe emergessero dubbi sul livello di professionalità dei possibili contenuti pubblicati da noi giovani studenti, Alessandro ci ha rassicurato, dicendo di puntare sulla visibilità e sulla connettività: i contatti che formano la rete saranno una valida forma d’ispirazione, un grande invito all’approfondimento e all’aggiornamento. 

Ringraziamo Elena e Alessandro di The Adecco Group per aver condiviso con noi esperienze e consigli, tempo e professionalità!


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