Pixel Ranking: La top 10 di Google non esiste (quasi) più 

Speaker: 

Nella giornata dedicata a varie sale tematiche, tra cui quella di “Web Marketing” dei Digital Innovation Days 2021, Fabio Granata, ha esposto le novità che stanno cambiando le abitudini di navigazioni online. Riprendendo il titolo dello speech, spiega che la “top 10” di Google che eravamo abituati a vedere alla fine del 2016 sta cambiando e ad oggi ci sono delle differenze molto interessanti. Andiamole a scoprire insieme. 

SEO, IN 3 MINUTI

Spiega inizialmente il concetto di SEO (Search Engine Optimization) che, per chi non fosse pratico, è il processo di massimizzazione del numero di visitatori in un determinato sito Web assicurando che il sito appaia in cima all’elenco dei risultati restituiti da un motore di ricerca. 

Soffermandoci sulla parola “cima”, si può vedere come nel corso del tempo è cambiato ed ora c’è un in “cima vero” e degli in “cima un po’ più finti “. Apparire in cima è l’obiettivo di ogni strategia SEO ma la decisione finale su ogni posizionamento spetta sempre al motore di ricerca. 

Per questo motivo si valuta sempre il potenziale dei ranking ottenuti ovunque essi siano, al fine di comprendere l’apporto che danno all’economia del sito e per cercare di migliorarli costantemente, quindi i ranking hanno uno scopo commerciale, non sono solo vanità. Ricorda che un sito indicizzato, infatti, NON equivale ad un sito posizionato. 

L’indicizzazione e il posizionamento cosa sono? Per capire questi concetti, fa un esempio molto pratico, ovvero che ci si dovrebbe immaginare di entrare in una libreria con un’infinità di volumi impilati sugli scaffali, entrare poi in una stanza dove sono raccolti libri che ci interessano e di fronte a noi trovare un espositore con scritto “TOP 10”. Su di esso, i 10 migliori libri dell’argomento che ci interessa.

Quindi tutti i libri presenti nella stanza sono “indicizzati”, sono infatti i libri che esistono e sono a nostra disposizione ed i libri presenti nello scaffale “TOP 10” sono i libri “posizionati” proprio per il nostro specifico interesse. 

C’ERA UNA VOLTA…

In questa seconda parte, fa un paragone di come sono cambiati, dal 2016 ad oggi, i risultati di ricerca. Visivamente si nota anche dall’immagine sottostante. 

Com’erano i risultati di ricerca? Anni fa, racconta che la pagina dei risultati di ricerca (SERP) di Google offriva un blocco di annunci pubblicitari (Google Ads), risultati organici e nuovamente una sezione laterale dedicata agli annunci. Fatta eccezione per qualche caso sporadico, i risultati organici erano 10 e gli annunci in cima fino ad un massimo di 4. 

La SERP di Google è cambiata drasticamente e da utenti possiamo far affidamento su un layout dinamico, capace di mettere in evidenza le informazioni che Google considera più importanti, oltre ai risultati organici a cui siamo abituati. Il layout di pagina e le informazioni fornite variano a seconda dell’argomento trattato, dei settori di business e del potenziale intento di ricerca.

Inoltre, Google mostra le SERP FEATURES, ovvero dei nuovi box che occupano una determinata quantità di spazio nei risultati di ricerca e presentano informazioni reperite dai siti web indicizzati, quindi bisognerà essere molto più creativi nell’inserire questi formati come possibili contenuti che si potrebbero creare: Featured Snippet, Site Links,People Also Ask Image Pack,Image,Local Pack, Top Stories, Knowledge Pane, Featured Video, FAQ, Video Carousel, Reviews, Video, Google Ads, Instant Answer, Twitter, Carousel, Shopping Ads, Hotel Packs, Flights, Jobs. 

Quindi è da tenere a mente, per capire il Pixel Ranking, che tanto più un risultato organico è in basso nella SERP, tanto più sarà difficile ottenere dei click ed è un comportamento statisticamente controllato e verificato. 

SIAMO IN PRIMA PAGINA 

Per capire le stime di CTR (click-through rate) in base al posizionamento, Fabio dà una panoramica di uno scenario in cui le pagine dei risultati di ricerca sono ancora tutte uguali e quindi ad ogni posizionamento corrisponde un numero di click ottenibili. 

POSITION 1 – 43,32% 

POSITION 2- 37,36%

POSITION 3- 29,90%

POSITION 4 -19,38%

POSITION 5 -10,95%

POSITION 6 -10%

POSITION 7 – 5,28%

POSITION 8 – 4,13%

POSITION 9 – 4,13%

POSITION 10 – 3,11%

Quindi, se ci immaginiamo che nelle prime posizioni vengano inserite le SERP FEATURES, allora le statistiche crolleranno drasticamente sino ad arrivare ad uno scenario attuale in cui il nostro “primo risultato” avrà il 5,28% di CTR. Questo fatto va a modificare le reportistiche interne, vediamo in che modo.

Un classico report di performance SEO mostra una conta delle parole chiave posizionate sui motori di ricerca, principalmente su Google. Sapere dove si è posizionali e con quali keyword/argomenti permette di stimare lo stato di salute del sito ed ipotizzare il traffico che sarà in grado di intercettare in futuro. 

La domanda più gettonata, arrivati a questo punto è: funziona ancora? La risposta di Fabio è positiva, ma in parte. Infatti, da un analisi da lui svolta, su 20.000 keyword analizzate, il numero medio di risultati organici nella prima pagina di Google è di 8,5 , quindi non dovremmo contare più una “TOP 10” ma bensì un numero nettamente inferiore di risultati. 

SIAMO PRIMI SU GOOGLE 

Ne siamo certi? In questa fase, Fabio ci suggerisce di andare a cercare “cocktail meno calorici” e come risultati di ricerca Google, ci restituirà in primo piano uno SNIPPET, in seconda posizione il “PEOPLE ALSO ASK” e probabilmente da qualche parte nella schermata ci saranno i risultati organici, anche sé molto più in fondo e di conseguenza anche il CTR sarà pesantemente diluito. 

PIXEL RANKING 

Tutto ciò per arrivare a capire il concetto di Pixel Ranking: questo si riferisce al numero di pixel tra il ranking di un sito nella pagina dei risultati e la parte superiore della pagina. Più in alto è il tuo Pixel Ranking, meno visibile sarà il tuo sito dalla parte superiore della pagina. 

Fabio dimostra come i link organici “blu” sono sempre più rari; quindi, occupare il primo risultato organico non significa più essere in cima alla pagina, significa essere il primo risultato oltre a quelli che Google ci vuole far vedere. Cambia anche lo scenario, non si può più fare affidamento a delle stime consolidate, ci si dovrà riorganizzare. Sia per MOBILE che per DESKTOP calcolando i pixel che partono dalla cima della pagina. 

Il blocco di ricerca occupa dai 200 ai 300 pixel, se si considera anche la parte degli annunci si è già sui 500 pixel, è possibile ipotizzare la lunghezza in pixel per ogni blocco. 

Quindi la Pixel Ranking non è altro che la somma dei blocchi e dei pixel che determina la mia distanza dalla barra di ricerca e la presenza o meno nell’above the fold.  

COME SFRUTTARE IL PIXEL RANKING 

In conclusione, Fabio dà dei consigli molto utili, tra cui:

  • Come preparasi a questo cambiamento? Bisogna sapere quali aree del sito ottengono più click, potremmo decidere di investire in SEO o presidiare un argomento tramite annunci a pagamento.
  • Come apparire sotto la barra di ricerca? È importante conoscere quali SERP FEATURES vengono attivate da specifiche ricerche, in modo da scegliere la gusta tipologia di contenuto con maggiore possibilità di apparire above the fold. 
  • Come investire nelle nuove SERP dei motori di ricerca? Saper distribuire, la presenza e la tipologia di annunci a pagamento nonché le feature snippet permettono di stabilire dove investire categoricamente, dove apparire “solo” con risultato organici e dove invece conviene ottenere posizionamenti multipli, ibridi organici ed a pagamento. 

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