A poco più di un mese dalla deadline per conformarsi alle nuove linee guida sui cookies, Didomi traccia alcune delle best practices per l’acquisizione del consenso online
Le nuove linee guida sulla privacy e gli obblighi del GDPR in vigore dal 10 gennaio 2022 hanno posto sotto i riflettori i meccanismi di acquisizione del consenso online. Nel corso della terza giornata di IAB Forum 2021, Grazia Torello – Account Executive di Didomi Italia – ha fatto chiarezza su alcuni aspetti concreti relativi al trattamento dei dati personali.
Didomi è un’azienda francese specializzata nella cura della privacy e nella raccolta del consenso in conformità con il GDPR (General Data Protection Regulation). La piattaforma creata da Didomi per agevolare queste operazioni ai clienti – dal retail all’e-commerce, passando per finanza, editoria e gaming – permette di aumentare i tassi di consenso, e dunque le performance, in conformità con le normative.
L’Italia sta vivendo un momento importante in tema GDPR: con l’approvazione nuove linee guida sull’uso dei cookies sarà necessario cambiare le pratiche di raccolta del consenso. Questo avrà, come già assistito nel mercato francese ad inizio 2021, come prima e attesa ripercussione degli inevitabili cali di rendita nel periodo iniziale. Le aziende sono tutt’oggi alla ricerca di una soluzione che permetta di fare a meno dei cookies di terze parti per la profilazione degli utenti, ma al momento la priorità è adeguarsi alla normativa prima del prossimo gennaio.
Come spiegato da Torello, l’azienda si occupa di gestire ed ottimizzare la collezione del consenso su ogni canale con i seguenti step:
- Collezione del consenso
- Archiviazione server side sotto forma di prova che viene conservata per 5 anni
- Analisi e ottimizzazione del consenso
- Sincronizzazione del consenso all’interno dell’ambiente
L’utilizzo di una CMP (Consent Management Platform) permette, come noto, di semplificare la gestione e l’ottimizzazione dei consensi su ogni canale. I punti evidenziati da Didomi, oltre all’archiviazione del consenso, sono la sincronizzazione cross-device, la distribuz ione del consenso ed il reporting.
Conformità al GDPR e performance: i consigli di Didomi
Dopo una serie di test A/B, Didomi ha stabilito una serie di interessanti best practices per ottimizzare in termini quantitativi l’acquisizione del consenso. Di fianco all’obiettivo principale, anche uno collaterale: fornire la miglior user experience possibile sin dal banner di richiesta.
All’interno della CMP utilizzata dall’azienda è possibile attuare una serie di integrazioni che permettono una migliore efficienza e sicurezza del sistema come Google Tag Manager e Google Consent Mode. Tra i vari esempi portati da Didomi nel corso dell’evento, c’è la customizzazione della soluzione proposta all’utente. La sempre più frequente dicitura “la tua privacy è la nostra priorità” tende a rassicurare l’utente medio, portandolo ad essere più propenso ad accordare il proprio consenso.
Oltre a ciò, il pop-in – che di fatto impedisce la navigazione sul sito – rimane per ovvie ragioni la soluzione che permette di raggiungere il tasso più alto di consensi (dal 90 al 98%), mentre nei banner bassi si hanno percentuali che vanno dal 60 al 75%. Le ricerche di Didomi mostrano differenze di risultati anche tra i bottoni “continua senza accettare” (87%) e “accetta e chiudi” (91%). A proposito dei pop-in, la X per chiudere (equivalente del “continua senza accettare”) spesso si trova al di fuori dalla finestra e in trasparenza, portando l’user a cliccare su accetta. La normativa invece impone, in Italia, che il tasto debba essere inseriti all’interno del pop-in e ben visibili.



