Tra i vari workshop dello IAB Forum 2021 c’è quello tenuto dalla concessionaria Class Pubblicità e a parlare sono Fausto Manfredonia, Responsabile Marketing & Comunicazione di Telesia Spa, Andrea Salvati, Executive Vice President di Class Pubblicità e Andrea Veardo, Head of Marketing & Media di ClassPubblicità Spa.
Quello che ci raccontano è il grandioso potenziale che possiede questo mezzo, non solo per chi si occupa di marketing e vuole sponsorizzare eventi di grande eco, ma anche per il pubblico. Sebbene un periodo di stallo e di riflessione come quello della pandemia di Covid-19 sia stato difficile, adesso si è tornati agli stessi picchi di frequenza pre-covid, tornando ad una crescita del 17%. Questo rappresenta un vero e proprio punto di forza e il loro obiettivo è quello di servire coloro che si trovano fuori casa, coloro che viaggiano e si muovono ogni giorno. E questo è possibile con il canale televisivo nazionale di Go Tv, che rappresenta la TV della mobilità.
Sono quattro le città in cui si trovano e sono Milano, Roma, Genova e Brescia. Si focalizzano maggiormente nei punti di grande affluenza come aeroporti, metro e stazioni. Mai in questa ripartenza si sono resi conto di quanto sia importante la mobilità, rendendosi conto di ciò che mancava: avere un dialogo con la gente, perciò non semplicemente intercettando flussi, ma inserirsi nelle abitudini quotidiane dell’audience, permettendo la creazione di una vera e propria conversazione con il pubblico.

Go Tv utilizza palinsesti con contenuti personalizzati ed è proprio la natura tecnologica che permette di pianificare spazi pubblicitari e contenuti. La tecnologia è il biglietto da visita, sebbene serva uno sforzo per mantenere lo standard qualitativo elevato e perciò sono necessari degli upgrade continui e sforzi importanti.
Fausto Manfredonia ci descrive la soluzione che viene adottata: il know-wow. Conoscere come stupire la gente, ma senza essere invasivi con l’obiettivo di informare il pubblico, sempre e comunque tenendo alto l’hype. Per fare ciò è necessario inserire negli schermi testimoni, talenti che danno la consapevolezza di stare vicini al pubblico, ma anche telegiornali di classe, motivo per cui sono inserite otto edizioni durante l’arco della giornata.
Sebbene il core sia il telegiornale, sono inserti nel palinsesto anche altri formati adatti a vario pubblico come letture, musica, video, eventi, cinema e sport. Ultimamente hanno sostenuto la causa di Bebe Vio che quest’anno ha fatto un evento incredibile a Milano con molti atleti paraolimpici e sono anche sponsor della squadra di pallavolo di Monza (sia maschile che femminile). Insomma, sono vicini a ciò che accade intorno a noi rendendo partecipi gli spettatori.
Come dice Andrea Veardo, si tratta di un media che è riuscito ad unire il digital e il social insieme.
Non manca ovviamente una componente analitica che si attiva e funziona nella parte bassa del funnel. Questo serve perché è necessario per interpretare e capire il valore del media. Per i big data accounter vengono utilizzate due tecnologie: We Counter, che fotografa l’audience in uno schermo preciso e possiede quattro anni di redditività certificata e la seconda tecnologia sono i Big Data Vodafone che rappresenta la parte fondamentale che riesce ad analizzare la reach: flussi, andamenti, spostamenti, dati sicuri, che sono in grado di quantificare il numero di reach che la campagna produce. Si tratta di veri e propri dati che considerano le persone fisiche uniche.
Per esempio, con i dati ottenuti nella prima settimana di novembre del traffico all’interno delle metro si sono contati 2,6 milioni di persone che, considerando l’attività di un mese intero, può raggiungere ben 6 milioni di persone. Considerando il traffico anche con gli aeroporti si arriva addirittura a 7,1 milioni di persone raggiunte, con una reach del 14%.
Si tratta di adulti tra i 25 e i 54 anni con i quali si raggiunge una reach addirittura del 20%. Questi dati sono stati calcolati grazie ai Big Data di Vodafone che hanno persino fatto capire il fatto che anche se si tratta di ambienti localizzati in un posto ben preciso, possono essere considerati nazionali. E questo perché possono dialogare con un’audience che proviene da tutta Italia – dalla Sardegna al Trentino, dalla Puglia al Friuli – dando un vero e proprio valore nazionale al network.
Dopo aver considerato questi dati di capisce quanto siano importanti per riuscire a dialogare con un linguaggio media che è audience-centrico e questo senza dubbio, permetterà di valutare la strategicità di questo mezzo out-of-home.
Durante lo IAB Forum si è compresa l’importanza del video all’interno del mercato pubblicitario italiano e Go Tv è esattamente uno strumento per la video-strategy: si comunica attraverso video pertinenti che riescono ad aumentare la reach, dando vita a call to action, a drive to store fino alla sales conversion.
Un mezzo che vuole essere strategico e che ha tutte le carte in regola per tornare ad esserlo: vivace, attuale, moderno e rilevante.
Scritto da Tania Surace e Rita Ferrante

