“Back to Humans”: la macchina, l’uomo e le sue attività. Se nella prima giornata di forum Max Sirena, skipper del team Luna Rossa, protagonista di un video intitolato “Unire tecnologia e persone”, ha messo in evidenza quanto sia influente la tecnologia nell’attività decisionale umana, ricordando anche di non lasciarsi mai sopraffare dal digitale, nel #day2 il discorso passa dalla vela alla Motor Valley.


A rappresentare il brand Silk-FAW c’era Katia Bassi, General Manager, che, insieme a Giuseppe Stigliano, ha presentato un progetto dalle dimensioni economiche e geografiche davvero enormi.
Silk-FAW Joint Venture (JV) “di fatto non esiste, sta prendendo forma”:
– un’azienda cinese al 15% – la FAW;
– un’azienda americana all’85% – Silk EV;
– la Motor Valley, dove le vetture del lusso sono sempre state l’eccellenza riconosciute a livello mondiale.
Non è una barzelletta, ma si tratta di un’unione che ha come scopo il lancio di alcuni modelli di supercar, posizionamento altissimo, consegnati fra un paio di anni: macchine superpotenti, full electric (elettriche alla spina). Un connubio di multiculturalità con delle conseguenze sull’economica, in primis: un investimento di 1.3 billion, oltre mille assunzioni per coprire una nicchia ancora scoperta, la macchina supersportiva ibrida elettrica. Un investitore americano, il gruppo FAW per inserirsi nel mercato cinese, l’expertise italiano.
Nelle macchine c’è una grandissima componente tecnologica: il 90% dei chip è prodotto a Taiwan in solo due fabbriche e questo, nei mesi più duri della pandemia, è stato un ostacolo per il settore dell’automotive. Riprendendo il titolo di questa edizione dello IAB Forum, per ‘giustificare’ la scelta della Motor Valley come sede produttiva, si sottolinea come Reggio Emilia diventi il simbolo della componente umana fatta di mani e cuore, che rimane preponderante. La presenza italiana, la sua genialità riesce a creare qualcosa di così complesso come la progettazione di una macchina in un tempo breve:
“Saremo sul mercato all’inizio del 2024 e contiamo di finire la definizione del nostro campus alla fine del 2023”.
Quindi, la componente umana è fondamentale anche nella produzione e nella progettazione del cuore digitale all’interno della vettura.


Giuseppe lancia una ‘provocazione’ a Katia. La centralità dell’individuo è ribadita dalla scelta precisa riguardante il posizionamento – supercar elettriche o ibride, messa in dubbio dalla questione relativa allo smaltimento, dalla disponibilità delle fonti rinnovabili e dai posti di lavoro persi per l’impossibilità di riqualificarsi. In risposta, Katia sottolinea l’opportunità del progetto: un’azienda nata all’interno di un’industria che ha un dna mutato. In più, l’elettrico creerà delle nuove competenze: l’azienda finanzierà 200 giovani laureati che lavoreranno sulla ricerca di fonti rinnovabili legate al settore automotive.
“Sta a noi creare del valore. Oggi un brand ha questo tipo di responsabilità: rispondere alle aspettative della generazione Z.”

Altro ’elefante’: l’azienda è cinese, ma ha un cuore emiliano. Il governo cinese così potrebbe interferire o colonizzare l’eccellenza italiana? Katia vuole fare chiarezza: l’85% americano è una presenza forte e la Cina ha fatto un atto di fiducia straordinario nei confronti di noi italiani. Di fatto, si tratta di una join-venture che permette di usare un territorio famoso per la produzione di supercar, un brand che “per i cinesi è una sorta di Sacro Graal – sinonimo della vettura creata da Mao”. I cinesi sono consapevoli di non saper fare delle vetture supersportive di lusso e non hanno intenzione di ‘imparare’; l’obiettivo è l’inverso: riconoscono l’eccellenza della Motor Valley e la valorizzano, chiedendo di rendere internazionale un brand a cui tengono molto.
L’intervento si chiude con la condivisione di consigli dedicati a noi giovani, relativi alla ‘postura mentale’ da adottare per prosperare nel futuro che ci attende.
Daniela Ferrario e Nicole Andrea Sanchez Soto

