Durante l’ultima lezione con la Professoressa Patrizia Musso è stata ospite Clio Zippel (Creative and branding Director) accompagnata da Leonardo Antinucci (Innovation Consultant) di Connexia, per parlarci del potenziale della sostenibilità nella brand purpose.
Purpose: la domanda esistenziale
Perché esiti? Perché sei importante? Perché puoi fare la differenza e portare un cambiamento?
Sono sicura che ognuno di noi si è fatto queste domande più volte nel corso della propria vita. Oggi in realtà sta diventando sempre più importante che se le pongano anche le aziende di ogni settore.
Infatti l’obiettivo di business per eccellenza per la maggior parte delle imprese è vendere ed essere il brand numero uno. Ma oggi il mondo sta cambiando ed è sempre più importante che i brand abbiano un motivo di esistere che vada oltre al dovere fare soldi.
La Purpose è il perché esiste un marchio. Lo scopo ultimo, la finalità per la quale un’impresa è stata avviata, che mette al centro la persona e cerca di cambiare uno status quo per migliorarlo.
Come trovare il senso di esistere
Per generare la purpose bisogna tenere conto di 4 valori:
- Quello che ami, che appassiona il brand.
- Quello in cui credi, ovvero i tuoi valori.
- Quello di cui hanno bisogno i tuoi clienti.
- Quello che fai e sai fare.

La purpose permette di differenziarsi rispetto ai concorrenti, riuscendo a risultare più riconoscibili e memorabili.
Oltre a questo migliora la brand equity. La Purpose serve per stabilire una connessione valoriale che sposta la relazione su un piano emotivo e stabilisce una relazione con il pubblico permettendo di identificarsi con il brand e i suoi valori.
Un po’ come una relazione umana no? Nel momento in cui condividi quello che ami e che sostieni con le altre persone state creando un legame con loro: lo stesso avviene tra azienda e cliente.
Parola del momento: sostenibilità
La sostenibilità oggi è un tema molto discusso, ma spesso lo si ricollega solamente alla sostenibilità ambientale. In realtà quando si parla di sostenibilità si includono, oltre ai fattori ambientali, anche quelli sociali e di governance (direzione aziendale).
Per fare ciò le aziende tendono conto degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG). Sono 17 obiettivi definiti dall’ONU che le aziende private possono considerare per creare un mondo migliore.

In questo modo l’azienda ha numerosi benefici:
- Attrae talenti.
- Maggiore successo negli investimenti privati.
- Sviluppa una reputazione da leader.
- Valore duraturo nel tempo.
- Attrae nuovi segmenti di mercato.
Ma la sostenibilità non è una strategia di marketing.
Quando mi sono iscritta al master ho dovuto dimostrare che io avessi i requisiti e le capacità portando la laurea e partecipando ad un colloquio. Così anche le aziende devono concretamente fare e a volte dimostrare quello che fanno per essere sostenibili.
Per questo esistono le Società Benefit e le B-Corp: nel primo caso le aziende ogni anno pubblicano un bilancio di sostenibilità, un report che riassume le proprie iniziative sostenibili; nel secondo caso le imprese vengono verificate e se passano il test viene rilasciata loro una certificazione.
Connexia: Creativity in Love with Data and Technology
Nel 2020 Connexia è diventata una Società Benefit e annualmente comunica attraverso un report le proprie azioni sostenibili. Si concentra su cinque ambiti:
- PROFITTI: Parte dei profitti vengono devoluti a organizzazioni no-profit.
- KNOW-HOW: esperienza pro-bono a disposizione di realtà meritevoli.
- BENESSERE: garantiscono il benessere fisico e psichico dei dipendenti con programmi specifici e formazione dedicata garantiamo uguaglianza, meritocrazia, e partecipazione.
- PROGETTI: realizzano progetti di knowledge sharing che mettono a disposizione del pubblico gratuitamente per contribuire alla crescita collettiva.
- AMBIENTE: attuano politiche che riducono l’impatto ambientale, riducono lo scarto e le emissioni.
Il claim di Connexia è “Creativity in Love with Data and Technology”. Tutte le loro azioni quindi sono indirizzate verso l’amore per il prossimo, il pianeta e gli animali, ad utilizzare i dati per fare del bene e sviluppare tecnologie per metterle a disposizione della collettività.
In breve
Chiaramente l’adozione di un purpose sostenibile porta un vantaggio nella creazione di valore per il brand. Ma solo l’adozione non è sufficiente: l’impresa deve vivere il purpose e trasformarsi e modificarsi in base agli obiettivi scelti.
La sostenibilità è diventata parte dello scopo del brand, capace di condizionare il processo con cui creare valore. Non può essere ignorata essendo oggi un fattore fondamentale per crescere.
Alla fine l’azienda è come un essere umano: convinto che il suo scopo sia guadagnare soldi, ma in realtà ha bisogno di trovare il perché della sua esistenza.
Articolo di Elisa Brotto

