Comunicare l’inclusività

Di Nicole Adriana De Carolis e Sabrina Mineo

Speakers:

  • Lorenzo Ferrari – CEO & Founder @smarTalks
  • Giorgia Colella – creator digitale
  • Abbia Maswi – afro-italian make up artist & creator)
  • Paola Torrente – curvy model
  • Benedetta De Luca – Gender & Inclusion editor the wom

In occasione dello IAB FORUM 2022, Lorenzo Ferrari CEO & Founder di @smarTalks ha condotto un workshop insieme a delle ospiti che hanno fatto dell’unicità nei loro contenuti, il loro punto di forza.

A Giorgia Colella, Abbia Maswi, Paola Torrente  e Benedetta De Luca è stato inizialmente domandato cosa realmente significa comunicare l’inclusività e cosa dovrebbe fare un’azienda per essere più inclusiva.

Benedetta De luca, Gender & Inclusion editor di “The WOM” ci spiega che a parer suo ci sono due parole chiave fondamentali, ossia valore e coerenza. É necessario che l’azienda creda in ciò che fa, perché solamente credendoci si può generare valore. 

Uno dei valori fondamentali a cui bisogna dare la giusta importanza anche per la brand reputation di un azienda, è sicuramente l’inclusione. Essa è  importante che venga ricordata costantemente, non solo nei giorni di ricorrenza, perché le nuove generazioni prestano molta attenzione ai dettagli e riescono a capire con semplicità quando un’azienda è poco coerente e quindi di conseguenza poco credibile.

Paola Torrente invece, esprime il suo pensiero dichiarando il fatto che i brand in primis devono credere nell’inclusività, non utilizzandola come moda, ma è necessario che un brand si informi e capisca cosa realmente significhi essere inclusivi. Un esempio avviene nel mondo curvy. Quando si discute di quest’ultimo, il brand certamente ne parla, ma lo fa in modo non inclusivo, demoralizzante e soprattutto lo differenzia molto, cosa che non dovrebbe accadere, perchè evidenzia sempre di più questa sorta di discriminazione(anche solamente dividendo,all’interno di un negozio, il reparto “curvy” dal restante).

Giorgia Colella inoltre aggiunge, che è giusto capire che alla base della comunicazione inclusiva nessuno deve sentirsi escluso e le aziende dovrebbero iniziare ad avere maggiore rispetto, iniziando a porsi delle domande e chiedendosi se i messaggi che si vogliono mandare possono risultare offensivi, stereotipati o possono seguire dei privilegi insensati.

Tutte le ospiti presenti nel workshop sono sempre state impegnate a trasmettere il concetto che l’unicità è un valore che dovrebbe essere usato per abbattere gli stereotipi che ruotano intorno al mondo digitale.

Abbia Maswi spiega in che modo, grazie alla sua storia e all’inclusività di the WOM, il mondo delle creators si prende carico di questa missione che ha come obiettivo l’inclusività. La make up artist spiega che ogni creator ha un messaggio che riesce a trasmettere attraverso i propri contenuti, e in questo caso, Abbia Maswi attraverso il dialogo con i propri utenti di varie etnie e soprattutto attraverso il make up, fa capire quanto è importante l’essere inclusivi. 

Oggigiorno, spiega Benedetta De Luca, le aziende ma soprattutto la società in cui viviamo, dovrebbero fare un lavoro di squadra, anche dando un piccolo contributo, cosa che andando avanti negli anni si sta iniziando a fare e che sicuramente continuerà sempre di più a dare maggiori risultati.

Le creators inoltre ribadiscono che il cambiamento da parte delle persone c’è stato, ma sicuramente si dovrà ancora fare molta strada per arrivare ad una stessa lunghezza d’onda all’interno della nostra società. 

The WOM fa sì che tutte le creators presenti nel workshop abbiano un ruolo fondamentale nel trasmettere attraverso i loro contenuti semplici e chiari i loro veri valori. Esse sono responsabili di arrivare alle persone per far sì che vengano in qualche modo sensibilizzate o educate su alcune tematiche inerenti all’inclusività. Questa responsabilità però,non è sempre semplice da gestire, infatti Giorgia Colella spiega che nonostante la soddisfazione che ha sempre avuto nella condivisione dei suoi contenuti, all’inizio della sua carriera non è stato semplice avere a che fare con i commenti di odio o denigrazioni presenti nei social riguardanti la sua vita personale.

Un altro elemento con cui le content creators e le aziende hanno a che fare tutti i giorni, è sicuramente la genuinità. Lorenzo Ferrari spiega che c’è questa tendenza ad umanizzare i brand e quindi, a mostrare le aziende non più come entità ma come una sorta di persone, perché effettivamente essa è costituita da persone che si connettono con delle altre.

Ma come far capire realmente quando si è genuini?

Benedetta De Luca spiega che essere genuini è la sfida che chiunque all’interno della nostra società deve intraprendere . Nelle aziende invece, è necessario magari capire che non sempre si può arrivare ad essere autentici da soli, ma a volte può aiutare confrontarsi con professionisti che possono far capire a chi fa parte dell’azienda i valori che servono per arrivare ad essere genuini e inclusivi.

É necessario ribadire inoltre, che l’inclusione oltre ad una missione sociale, può portare anche un grande vantaggio dal punto di vista economico con le giuste strategie. Difatti come ribadisce Paola Torrente, oggi le nuove generazioni scelgono i vari brand anche in base all’inclusività e/o alla sostenibilità che si hanno all’interno delle varie strategie. Questo,può portare quindi, a un vantaggio o uno svantaggio al livello economico per i vari brand. 

Arrivando al termine di questo workshop, viene domandato se realmente queste realtà digitali possano fare la differenza un domani nel rendere il mondo più inclusivo e come le content creators possono immaginare una società più comprensiva.

Grazie a Giorgia Colella viene spiegato che ai giorni d’oggi i social essendo ancora un’arma a doppio taglio, contengono ancora molta frustrazione, razzismo e sessismo ma sicuramente sono anche un buon mezzo che paragonato ad un luogo come la televisione dove ci sono pubblicità ancora vincolate, i social nonostante le varie forme di non inclusione, hanno molti creators che portano dei messaggi autentici anche solamente attraverso piccoli gesti e che, nonostante non saranno loro a cambiare il mondo, rispetto al passato si può vedere piano piano una giusta evoluzione dovuta anche al lavoro che stanno volgendo queste figure ormai essenziali all’interno della nostra società e per la nostra generazione.


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