Durante la prima giornata dello IAB Forum 2022, Diego De Lorenzis, responsabile di Uasabi, ha spiegato la piattaforma di TikTok in relazione alla generazione Z.
Uasabi è un’agenzia verticale incentrata sulle nuove generazioni e sui nuovi media, quindi ogni giorno ha a che fare con TikTok e con la generazione di giovanissimi, poiché riconosce che la GEN Z sia un target su cui puntare nei prossimi anni.

TikTok nasce come Musically, che veniva utilizzato da giovanissimi principalmente per “fare balletti”. Con la pandemia, l’applicazione è stata scaricata anche da un target di 25-44 anni. Il social ha avuto un’ascesa rapidissima, paragonabile a nessun altro social, quindi è opportuno pensare di investire su esso.
De Lorenzis ha condotto una ricerca etnografica, effettuata su 28 soggetti appartenenti alla GEN Z, in cui, tramite focus group, interviste e osservazione partecipata, è stato chiesto ai partecipanti di esporre i propri pensieri a proposito della piattaforma presa in esame, in particolare in relazione ai brand. Dallo studio sono emerse le seguenti riflessioni:
- Anti-estetica: TikTok si oppone alla perfezione dell’“instagrammabilità” e integra nel suo linguaggio l’originalità e l’anti-estetica naturale. Su questa piattaforma, dunque, i brand devono abbandonare l’idea del patinato per mostrarsi più vicini al proprio pubblico;
- I dettagli contano: si crede sempre che la GEN Z sia disattenta e tra le nuvole, ma non è così. Questa tipologia di target è, al contrario, molto attenta ai dettagli e, ad esempio, non apprezza i video con scarsa qualità o in cui è presente il watermark;
- Le interazioni: tutti sappiamo che il tempo di attenzione e attrazione della piattaforma e del target è critico. Generalmente i ragazzi decidono se continuare a guardare o meno un contenuto dopo i primi 2/5 secondi, si tratta di un “watch at first sight”;
- La chimera UGC: evitare di proporre challenge brandizzate, perché questo target dà molta importanza al proprio feed e sono pochi i casi di persone che parteciperanno a questa tipologia di iniziative;
- Trend re-action: per quanto riguarda i trend, il target apprezza quando un brand si impegna in questi format, ma solo se lo fa in maniera tempestiva. I trend cambiano in continuazione ed è importante cavalcare l’onda nel momento giusto, e non dopo mesi. Secondo l’agenzia Uasabi, la tempistica adatta per cercare, intercettare e riprodurre un trend è di 3 giorni;
- Media: evitare di sponsorizzare troppo un contenuto con l’obiettivo di ottenere molte visualizzazioni, perché le visualizzazioni, senza l’interazione, non valgono niente;
- Nativo VS branded: a volte i ragazzi non si rendono conto del fatto che un contenuto sia stato realizzato da un brand. Per realizzare un buon contenuto brandizzato, bisogna puntare molto o sulla creatività o sull’insight;
- Community Management: il target apprezza molto l’attento uso del community management. Quando un brand risponde ai messaggi e commenti dei propri followers fa capire che ci tiene.
Possiamo concludere che creatività, spontaneità e interazione siano gli ingredienti fondamentali per raggiungere la generazione Z su TikTok.
di Chiara Inglima Modica e Sara Pirpignani

