A cura di Carlotta Mossi e Anna Fontana

Quale è il modo migliore affinché le aziende creino valore con le nuove generazioni? Durante lo IAB Forum 2022, Alessandro La Rosa, Founder e CEO di CreationDose, ha ricoperto il ruolo di speaker nel corso di un workshop il cui obiettivo era rispondere a questa domanda cruciale, condividendo alcuni preziosi consigli e spunti di riflessione con i partecipanti.

CreationDose è una Market Company che, grazie alla propria community di creator e alle sue tecnologie di misurazione, ha come focus principale quello di aiutare le aziende a raggiungere le nuove generazioni per creare valore.

  • Il 47% della Generazione Zeta non si sente influenzato dalla pubblicità tradizionale;
  • L’84% dei Millennials afferma che i contenuti online sono molto coinvolgenti e possono indurre all’acquisto;
  • L’81% della Generazione Alfa, la quale ha raggiunto un valore complessivo pari a 500 miliardi, influenza le decisioni di acquisto in famiglia.

A partire da questi dati, La Rosa ha affermato che le nuove generazioni rappresentano un potenziale ancora inespresso per le aziende e che i giovanissimi, pur non avendo ancora un proprio potenziale di acquisto, riescono ad indurre la famiglia nell’acquisto di determinate tipologie di prodotto.

La Creator Economy oggi ha un valore complessivo di 104 miliardi di dollari nel mondo, con un trend in costante crescita. Più nello specifico, questo valore complessivo non è solo dato, come si potrebbe pensare, dalle sole campagne di influencer marketing, ma anche da tutte quelle iniziative che i Creator intraprendono per creare valore con la propria immagine diventando, di fatto, dei veri e propri brand.

Un altro dato estremamente interessante è il fatto che ci sono più di 50 milioni di Creator attivi a livello mondiale e che questo dato è destinato ad aumentare nel tempo con un numero sempre maggiore di utenti che quotidianamente creano contenuti e che, quindi, si dedicano a quella che è una professione sempre più riconosciuta.

Facendo un passo indietro, nel passato le persone erano molto influenzate dagli avvisi pubblicitari in tv, soprattutto perché quest’ultimo era il media per eccellenza a cui si rivolgevano. Al contrario, oggi le nuove generazioni trascorrono sempre meno tempo di fronte alla tv e, in particolare, gli ultimi dati di Creation Dose mostrano come il livello di attenzione delle nuove generazioni durante la fruizione di contenuti (non solo televisivi ma anche in streaming) sia sempre più bassa.

Attualmente le nuove generazioni trascorrono un quantitativo di tempo sempre maggiore su altri media come TikTk, Twitch e Youtube dove, appunto, si trovano i Creator che condividono contenuti coinvolgenti e creano community che permettono ai giovani di sentirsi apprezzati e di sentirsi parte di qualcosa.

Le maggior parte delle aziende odierne, sfortunatamente, non è in grado di raggiungere le nuove generazioni perché:

  • Non sanno come identificarle;
  • Non sanno quali sono i loro desideri;
  • Non conoscono il loro linguaggio;
  • Non sanno dove trovarli (online e offline).

Ma quindi in che modo le aziende possono coinvolgere le nuove generazioni?

Creator, Talent e Influencer sono sicuramente al centro della Creator Economy, ma quali sono le differenze tra queste figure?

  • Creator: sono coloro che creano quotidianamente creano il contenuto in funzione di un intrattenimento e di un valore che vogliono trasmettere alla propria community;
  • Talent: sono coloro che hanno una specificità all’interno della propria community, la rappresentano al meglio e quindi hanno un legame verticale con la stessa;
  • Influencer: sono coloro che influenzano la community ma che non sempre hanno un focus nella creazione del contenuto e nella creazione di un intrattenimento continuo.

Tra tutte le nuove generazioni, la Gen Z, in particolare, è estremamente connessa, ovvero utilizza i nuovi media per intrattenersi ma, allo stesso tempo, per apprendere. Infatti, per quanto riguarda l’aspetto di learning, un dato interessante emerso da un report di Creation Dose mostra come all’interno di TikTok sono nati tantissimi contenuti che hanno una funzione di apprendimento e che vengono condivisi da creator verticali su questo aspetto.

Durante il workshop, La Rosa ha presentato due interessanti Case Study verticali su TikTok e Twitch, i due principali social di riferimento su cui CreationDose sta lavorano.

In particolare, su Twitch è stata realizzata una campagna per la multinazionale Speedy Pollo mentre, su TikTok, è stato lanciato un progetto cross canale per l’azienda Wish.

Per quanto riguarda la campagna di Speedy Pollo, un prodotto in linea con le nuove generazioni, è stata creata una challenge e sono stati attivati 2 Pro Player e 1 Team eSport che hanno realizzato 120 ore di live stream su Twitch con l’obiettivo di generare awareness intorno al brand.

I Creator durante le live stream hanno inserito i seguenti strumenti:

  • Overlay logo in streaming;
  • Banner in descrizione;
  • Automessage in chat con call to action verso il profilo Instagram del brand.

L’aspetto interessante è che su Twitch si possono sfruttare alcune funzioni interessanti che riescono a coinvolgere la community, la quale può interagire, utilizzando la chat, sia con il creator che con il prodotto. Inoltre, su Twitch il livello di fidelizzazione è molto più elevato dal momento che gli utenti, fruendo contenuti molto più luoghi rispetto ai classici video di alte piattaforme, registrano un grado di impression molto più elevato.0

Durante l’attività, con lo scopo di incrementare la visibilità del prodotto, è stata realizzata una live stream serale dedicata interamente a Speedy Pollo utilizzando il format ask2exeed. L’obiettivo dell’iniziativa è stato raggiunto attraverso l’interazione del Team Exeed con la propria fanbase grazie ad un botta e risposta su domande e curiosità sul mondo del gaming. I Creator coinvolti hanno dedicato la prima parte dellastream alla preparazione del prodotto e, nel tempo restante, hanno giocato a Trivial utilizzando i prodotti come ” premio ” per le risposte corrette abbinandoli a diverse salse.

Per quanto riguarda il progetto realizzato per Wish, la campagna era estremamente diversa dalla precedente e prevedeva Attivazione di 46 Creator che raccontassero i nuovi servizi di Wish in pieno stile Tiktok. Gli obiettivi principali erano:

  • Aumentare l’awareness intorno al brand sul social Instagram;
  • Far conoscere i nuovi servizi lanciati dal brand;
  • Possibilità di poter ritirare gli articoli in giornata nei negozi convenzionati vicino casa propria;
  • Wish express;
  • Sezione di prodotti di marca e articoli per la casa.

Gli obiettivi della campagna sono stati pienamente raggiunti con 3.5 milioni di views stories totali e 415.500 interazioni complessive generate.

I due case study presentati dallo speaker ci aiutano a prendere consapevolezza del fatto che, in futuro, i Creator saranno i nuovi Brand e che quindi la sfida dei prossimi anni sarà quella di riuscire a generare sempre più valore all’interno della Creator Economy.


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