A cura di Sabrina Mineo e Nicole De Carolis.

Oggi più che mai, piattaforme come Google, Amazon e Meta sono diventate completamente automatizzate e per questo motivo non sono più gli umani bensì macchine ed algoritmi ad interpretare e classificare la rilevanza delle attività digitali.

La più grande sfida per le aziende è quella di riuscire ad essere trovate organicamente sulle piattaforme search, in modo da raggiungere efficacemente i consumatori.

Catarina Sismeiro, managing director di Annalect, ci spiega qual è la chiave di volta per il raggiungimento di questo ed altri importanti obiettivi.

La parola chiave è: algoritmo. 

Algoritmi e intelligenza artificiale, due tecnologie che destano tanta ammirazione e stupore da un lato e lanciano diversi interrogativi dall’altro;  numerosi sono i campi in cui queste tecnologie si stanno espandendo, uno tra questi è quello del linguaggio.

L’algoritmo di nuova generazione GPT3 può essere impiegato per la creazione automatica dei più svariati contenuti di tipo linguistico: dalla creazione di recensioni artificiali di vini alla generazione di conversazioni infinite tra personaggi famosi, grazie all’acquisizione di informazioni, testi e video presenti sul web.

La prima reazione è di pura curiosità ma basta davvero poco per rendersi conto che l’utilizzo di queste tecnologie, senza esperienza e consapevolezza, non porta a grandi risultati. Bisogna imparare ad utilizzarli con intelligenza, a sfruttarli per aiutarci nelle nostre operazioni anche in ambito business. 

Ampiamente vasta è la gamma di piattaforme che lasciano alle macchine, il compito di mediare il rapporto tra azienda e consumatore; un esempio lampante è Google Maps che da qualche tempo ha inserito l’opzione “percorso ecologico” e spinge gli utenti a scegliere i percorsi Green (a volte anche più lunghi) rispetto ad un percorso, magari più breve ma con un impatto ambientale meno aggressivo.

Questo è un esempio perfetto di come una tecnologia possa ormai prendere delle decisioni al posto nostro e mettersi tra noi e l’azienda. Vediamo quindi come gli algoritmi, sempre di più, influenzano quello che facciamo, filtrano le info che vediamo e decidono per noi.

Come possono le aziende, gestire la propria comunicazione, in questa situazione in cui gli algoritmi mediano i rapporti azienda-consumatore?

Oltre a mettere il consumatore al centro dobbiamo capire come influenzare le macchine per raggiungere quel consumatore. Degli esempi sono Alexa e Amazon: obiettivo primario per le aziende è vincere la buy box. Riuscire ad entrare nella buy box di Amazon è fondamentale per aumentare la visibilità del proprio marchio e riuscire a vendere; è Amazon che decide chi è il venditore, quali saranno i prodotti che appariranno nella schermata principale di ricerca dell’utente.

Se vogliamo avere un impatto e portare traffico al nostro sito dobbiamo presidiare la parte organica e non pensare solo alla parte paid.

La sfida del SEO: presidiare la presenza organica e dimostrare attinenza tra il sito e le keywords.

Chi fa SEO è consapevole del fatto che i risultati di ricerca vengono influenzati da diversi fattori: velocità del sito, metatag, dati strutturati etc. Entra in gioco però un fattore che non va assolutamente sottovalutato:

Dimostrare ai motori di ricerca che i propri siti siano rilevanti per le keywords che vogliamo presidiare. L’algoritmo di Google è quello che filtra e decide chi avrà o meno visibilità per le ricerche dei consumatori; essere posizionati in alto è un requisito fondamentale: Oggi si parla non solo di dominare la prima pagina del search, ma di raggiungere una delle prime tre posizioni in alto.

Diviene quindi una priorità influenzare gli algoritmi, capirli e metterli al centro della nostra comunicazione: usare gli algoritmi per comunicare con altri algoritmi. 

Annalect e le sue strategie per aiutare le aziende a raggiungere un alto grado di visibilità sul web.

“Abbiamo sviluppato una serie di algoritmi di machine learning che prendono il testo, lo analizzano, estraggono i topic, ci dicono esattamente come verrà letto da Google e che tipo di ranking avremmo per quella determinata Key word”.

Il team di Annalect, attraverso un recente lavoro per un’azienda cliente che lavora nel mondo del luxury fashion, ha mostrato come lavorare con gli algoritmi per raggiungere livelli più alti di ranking.

Catarina Sismeiro racconta che dopo essersi occupati della parte tecnica, hanno poi cominciato a lavorare sui contenuti: analisi dei testi, ottimizzazione e successivamente deployment dei loro testi ottimizzati.

Se ci concentriamo sulle keyword, vediamo che questo brand, per alcune in particolare, non si posizionava neanche. Dopo aver setacciato i testi ed aver capito su quali keyword puntare, sono riusciti a far posizionare il brand tra le prime tre posizioni di ricerca.

Cosa è successo da quando hanno iniziato la loro implementazione? In due settimane il livello del ranking generalizzato è salito notevolmente.

Suggerimento finale per chi vuole affermare la propria visibilità sul web.

Al giorno d’oggi, affidarsi unicamente ai canali paid significherebbe rimanere ostaggi delle dinamiche imposte dalle nuove leggi e dai regolamenti in materia di privacy che hanno ridotto l’efficienza dei canali a pagamento e aumentato i costi di acquisizione dei clienti.

La chiave di volta sono gli algoritmi: imparando a padroneggiarli è possibile raggiungere importanti obiettivi in termini di business e di awareness.

“Usiamo gli algoritmi per comunicare con altri algoritmi”.


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