DMA e DSA: due Regolamenti per la rivoluzione europea del digitale

Sono stati approvati il DMA e il DSA dal Parlamento Europeo. Ma esattamente cosa rappresentano queste diciture? Ce ne parlano durante lo IAB Forum 2022 Guido Sforza, (Componente del Collegio dell’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali) Benedetta Liberatore (Direttrice della Direzione Servizi digitali dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) e Roberto Viola (Direttore Generale del Directorate General for Communications Networks, Content and Technology della Commissione Europea).
L’estate del 2022 ha rappresentato una grande svolta nella regolamentazione del settore digitale con l’approvazione, da parte del Parlamento Europeo, di due nuovi regolamenti: il Digital Market Act (DMA) e il Digital Services Act (DSA), entrambi contenuti nel Digital Services Package.
Per un settore che ormai permea le vite dei cittadini è arrivato il pacchetto di norme che andrà ad avere un impatto sull’attività online di utenti e operatori inseriti all’interno del settore digitale dell’UE.
Questo pacchetto di norme va a rappresentare una prima mondiale, cercando di limitare i rischi che il settore comporta e soprattutto con l’obiettivo di creare un mercato digitale unico.
Le due parole chiave di queste norme sono service e market; un regolamento riguarda i servizi digitali indirizzati ai cittadini, l’altro riguarda le imprese e come esse utilizzano le grandi piattaforme che competono sul mercato, stabilendo la responsabilità delle grandi piattaforme nell’offrire servizi alle imprese.
Ma vediamoli più nel dettaglio.
Il DMA si occupa di mercati e di concorrenza, mettendo tutti gli attori sullo stesso piano.
Alcune grandi imprese agiscono come “gatekeeper” e hanno, così, il controllo dell’accesso al mercato. A questo punto scattano alcuni obblighi di non discriminazione e questi obblighi comportano che la piattaforma intermediaria non può utilizzare i dati dell’utente finale, a meno che l’utente stesso non abbia dato il consenso, proteggendo la relazione cliente-fornitore di servizio terzo.
Un ulteriore obbligo imposto dal DMA è quello di utilizzare i dati che vengono acquisiti dal fornitore terzo contro il fornitore stesso per fargli concorrenza e verranno vietati tutti i comportamenti di discriminazione per favorire le proprie aziende.
In sintesi, il Digital Market Act va ad evitare vantaggi oggettivi dovuti alla grandezza della piattaforma.
Il DSA, invece, impone un obbligo di rimozione immediata per quanto riguarda tutti quei contenuti considerati illegali e nuovi mezzi per tutelare i diritti fondamentali dei cittadini.
Sul lato dell’utente viene dato un accento alla pubblicità: verrà vietata la pubblicità personalizzata ai minori. Questo è un divieto assoluto che si collega al dietro di utilizzare i dati sensibili per indirizzare la pubblicità, in parte già coperti.
Verranno, inoltre, vietati i dark pattern, ovvero una presentazione della volontà dell’utente non chiara per quanto riguarda il consenso in generale.
Possiamo concludere che questo pacchetto di norme sarà incisivo e soprattutto rivoluzionario per la normativa digitale europea, di conseguenza bisogna solo attendere l’entrata in vigore del Digital Services Package in modo tale da abbracciare equità e sicurezza nel settore digitale.
Articolo di Veronica Culcasi e Filippo Zonta
