Articolo di Alessia Sartori

Nata da circa 3 settimane e lanciata sul mercato lunedì 6 novembre Wtlkmedia si presenta il 9 novembre allo IAB forum con il record di azienda più giovane al più importante evento di marketing e innovazione digitale.
Sono Matteo Ravenna, Luca Ravenna, Michele Polico e Mattia Curmà ad aver dato vita a Wtlkmedia con un solo obiettivo “essere una video podcast company che non racconta storie”. Wtlkmedia non racconta storie ma si propone di mettere in atto progetti che abbiamo un diretto impatto su metriche e risultati qualitativi e quantitativi. Lo storytelling deve lasciare spazio ad un nuovo format quello del talk show.

Con questi presupposti Michele Polico, armato di ironia e freschezza, racconta Wtlkmedia partendo da un quesito estremamente interessante: “perché i podcast aziendali non funzionano?”. Inizia proprio così il workshop allo IAB forum, con una domanda rivolta agli imprenditori “alzi la mano chi ha provato a realizzare un podcast aziendale con risultati poco soddisfacenti?”. Diverse mani si sono alzate e Michele con prontezza ha cominciato a svelare tutti i problemi che si nascondono dietro a questo nuovo format che prende sempre più piede.
Wtlkmedia decide di nascere oggi per rispondere o approfittare di un problema che promana dal settore stesso. È proprio dove c’è un problema che si può approfittare per generare nuove realtà. Il podcast oggi rappresenta un canale di successo. Se qualche anno fa ci si confrontava sulla visione delle serie tv oggi si fa lo stesso nel mondo dei podcast. Siamo di fronte ad un canale con ampi margini di crescita che si trova, tuttavia, in un’economia fallimentare:
- I podcast indipendenti, nonostante i grandi numeri, non permettono a persone di successo di vivere di ciò ma si necessita di entrate secondare. Investire in un settore che non da ritorno economico, nonostante i risultati, è sintomo di un’economia che non funziona.
- Alcuni podcast in scena da molto tempo risultano comunque in perdita.
- I progetti delle aziende in questo ambito tendono a non funzionare, ciò contribuisce a scoraggiare le stesse che tendono a non mettersi più in gioco.
“Un canale di successo. Un’economia fallimentare. È proprio per questo che siamo nati” afferma Michele. Il primo passo vincente per Wtlkmedia è stato proprio quello di cogliere la nascita di una nuova esigenza. O ancora meglio fare di un problema un’esigenza per le aziende. Il “problema” diventerà un vero e proprio mezzo di comunicazione con Wtlkmedia.
Il mondo del marketing e della comunicazione deve essere unito al mondo dello spettacolo. Bisogna avere una nuova chiave di lettura di questo canale in forte crescita e ragionare in ottica di ciò che realmente interessa e funziona per il pubblico. Altrimenti si creano progetti che non funzionano!
“puoi essere il brand che ha pagato l’annuncio che l’utente non vede, o puoi diventare lo show”
Capiamo come diventare lo show e perché fino ad ora i podcast aziendali non hanno funzionato. Ecco alcuni temi che fino ad oggi sono stati oggetto di podcast aziendali:
- “le formule di protezione dedicate a salute e benessere raccontate in chiave stand up comedy”
- “i dubbi sulla transizione energetica e i suoi vantaggi”
- “storie e vite che hanno dato forma a una delle aziende…”
- “i concetti base del mondo a cavallo tra risparmio e investimento”
- “strumenti e consigli per essere aderenti alle cure, soprattutto per le patologie croniche”
Probabilmente pochi o addirittura nessuno di noi userebbe il proprio tempo per ascoltare queste tematiche. Innanzitutto, la maggior parte dei podcast iniziano con la celeberrima “questo podcast è offerto da…” “offerto?” l’azienda non sta offrendo nulla all’utente che in cambio dona il proprio tempo. Quel tempo l’azienda deve guadagnarselo uscendo da un’ottica autoreferenziale!
Ragionare in modo autoreferenziale non funziona! Questa è differenza tra il “parlare di sé all’utente” e il “parlare con l’utente”. Le aziende non devono ragionare da inserzionisti o da editori. Per ottenere il tempo delle persone devono dare loro in cambio argomentazioni interessanti che permettano all’utente di entrare in contatto con lo “show”, con lo “spettacolo” affinché si instauri una relazione di lungo periodo.
Altro problema dei podcast è il “solo audio”. Le aziende effettuano investimenti su file audio sfruttati da un singolo canale. Tutto questo può “rigenerarsi” in ottica di omnicanalità, passando, quindi, da una logica di monomedia a multimedia realizzando progetti che funzionino su più canali e con più formati. Non bisogna rimanere chiusi ma raggiungere gli utenti con maggior capillarità. Non solo audio ma anche eventi fisici e sociali!
Michele prosegue spiegando come sia possibile nella pratica realizzare tutto questo.
- Definizione del target audience: è importante effettuare un’analisi del target per comprendere i loro interessi e creare proposte creative basate proprio su ciò.
- Ideazione e redazione: in questa fase viene implementata la redazione e la sceneggiatura, si identificano i talent e si definisce il piano di comunicazione.
- Realizzazione e misurazione: si effettua la produzione e la distribuzione del format, occupandosi della sua promozione e della continua gestione della community. Infine, si analizzano i KPIs del podcast e del brand.
Da questi tre punti emerge l’interessante approccio della giovane azienda. Non si parte dalla promozione della stessa bensì dagli interessi del pubblico creando un vero e proprio show all’interno del quale si inserisce il brand!
Non più una pubblicità che tutti ignorano ma un vero e proprio show che tutti attendono!
