
– di Giulia Perissinotto
“3 MILIARDI, il respiro compie tre miliardi di nanosecondi, tre secondi ed è il metronomo delle nostre vite. Noi respiriamo in maniera automatica, lo diamo per scontato, e tutto ciò che diamo per scontato non ci rendiamo conto che in realtà è suono”.
– Chiara Luzzana
“Everything is sound”, tutto è suono, è il concetto che Chiara Luzzana, compositrice e sound designer internazionale, ha portato sul palco dello IAB Forum 2023 portando il suo contributo al tema chiave di quest’anno, la rigenerazione.
Siamo costantemente esposti a una frequenza di 50 hertz che accompagna le nostre vite; anche quello che pensiamo essere silenzio è in realtà rumore.
L’evoluzione stessa ha avuto inizio con un suono, dal Big Bang alla nascita del fuoco, da cui è iniziata la sopravvivenza di noi esseri umani che siamo suono attraverso il nostro respiro e la nostra voce, i quali creano una colonna sonora unica nella nostra esistenza.
Per Chiara la rigenerazione parte proprio dal suono, dall’ascolto interiore ed esteriore, di quel rumore di fondo che pervade la nostra esistenza e che può essere armonizzato e trasformato in una melodia. Non è necessario uno strumento musicale, perché il rumore, spesso associato a qualcosa di fallimentare, contiene invece frequenze e armonie più melodiche di un pianoforte e se ogni cosa è suono possiamo considerare tutto come una nota musicale da armonizzare.
Spesso nutriamo una paura del silenzio, poiché alimenta tre componenti che nella vita riscontriamo continuamente: un vuoto emotivo, che non sappiamo gestire, l’anticipazione mancata provocata dall’incognita del silenzio, invece possibile attraverso la vista, e il giudizio altrui. Per questi motivi, noi non godiamo del silenzio. Tuttavia, il silenzio non esiste veramente, esiste solo in un contesto artefatto, privo di eco o riverberi. Quando riusciamo ad ascoltare ed essere consapevoli del fatto che il silenzio non esiste ed è solo un’illusione possiamo affrontare la vita con tranquillità, armonizzando ogni evento.
L’ascolto va oltre la semplice percezione passiva del suono, significa aprire il cuore e decidere di accogliere ciò che ci viene comunicato attraverso il suono. Attraverso la consapevolezza e l’ascolto attivo, possiamo donare vita agli oggetti attraverso il suono, trasformando il rumore e persino una possibile imperfezione in musica, conferendo armonia a tutto ciò che ci circonda. Anche l’invisibile ha un suo suono, basta esplorarlo in profondità per scoprire le meraviglie che si nascondono al di là dei nostri sensi visivi.
Perché il marketing adesso ha bisogno di suono?

Viviamo in un’era dominata dalla cultura visiva, basata sull’immagine, in cui siamo costantemente esposti a numerosi stimoli visivi che ci distraggono dall’ascolto. Tuttavia, è fondamentale essere consapevoli che anche il suono è una parte identificativa di tutto ciò che ci circonda; noi siamo suono e anche il silenzio è suono.
Noi nel visivo siamo commentatori, giudici, perché il nostro cervello viene raggiunto da uno stimolo visivo in 0,75 millisecondi dando alla mente il tempo di pensare a qualsiasi cosa e generare una serie di illusioni pari a 10 mila. Nella nostra vita invece non ci sono più di 10 illusioni uditive, perché il suono impiega 3 nanosecondi, esattamente il tempo di un respiro, ad arrivare al nostro cervello imprimendosi nella nostra testa generando un’emozione, che genera un ricordo, che genera l’affetto.
“Ma se non scateniamo un’emozione, un ricordo, nel marketing che numeri si fanno?”
È importante generare l’affetto sincero e vero attraverso il suono, perché il suono non mente, è impossibile da imitare e quindi genera credibilità. “Il suono è un magnete per tutto quello che riguarda le nostre vite”; di una persona che non c’è più è proprio il suo timbro di voce che non ci scorderemo mai.
Comunicare un brand attraverso il suono, conferendogli un’anima e una voce propria, può essere più efficace, veloce e motivo per attivare sensi diversi facendolo percepire anche ad occhi chiusi.
È così che Chiara ha fatto del suono il suo lavoro, specializzandosi nel Sound Branding, creando la colonna sonora di numerosi brand a partire dal loro rumore puro permettendo così alle Aziende di essere ascoltate.
“60 Bpm – The sound of Swatch” è la colonna sonora ufficiale di Swatch, realizzata dalla designer esclusivamente con i suoni puri degli orologi, a partire dal ticchettio di ognuno di questi, affinché diventassero il ritmo di questa colonna sonora.
Tutto ciò è possibile perché, in fondo, come sostiene Chiara, “non esiste comunicazione senza ascolto e solo ciò che possiede un’anima sonora unica può essere ricordato in eterno”.
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