
Durante la prima giornata dello IAB Forum 2023 si è tenuta una conferenza all’interno della quale si è parlato molto dell’innovazione tecnologica, in particolare l’intelligenza artificiale, e i numerosi problemi ad essa legati.
La discussione in questione, ossia “Digitale, dopo le regole è tempo di competitività”, è stata condotta da Giulia Sala (Partner Studio Legale DGRS), con gli interventi di Brando Benifei (Eurodeputato e Relatore del Regolamento sull’Intelligenza Artificiale) e Diego Ciulli (Head of Government Affairs and Public Policy Google Italia), che subito mostra come il panorama normativo italiano, sempre in ambito digitale, stia cambiando molto negli ultimi anni, con una elevata quantità di norme sia Italiane, che di adozione europea.
Nella prima parte della conferenza Brando Benifei ci spiega la natura e l’utilizzo dell’AI ACT, ossia un insieme di norme nate con l’idea di dover evitare che il mercato europeo si frammenti, con l’adozione separata di norme da parte dei paesi membri, spiegandoci che – tuttavia – questo processo è formato anche dall’AI PACT, il patto sull’intelligenza artificiale che verrà avviato con il supporto della commissione europea e delle varie istituzioni nazionali che andranno a supervisionare l’applicazione della norma in modo da accompagnare la compliance.
L’eurodeputato continua dicendo che non sarà l’AI o la tecnologia stessa ad essere regolata in quanto tale, ma si andrà invece ad agire e regolamentare quegli ambiti ritenuti più a rischio e sensibili (come ad esempio la salute, l’amministrazione della giustizia, lo sviluppo cognitivo dei bambini o i processi democratici).
In che modo?
Bisogna innanzitutto considerare un controllo preventivo per verificare la qualità e l’appropriatezza dei dati utilizzati per allenare il sistema, andando anche a porre maggiore attenzione alla discriminazione algoritmica – successivamente si deve optare per una maggiore trasparenza, ossia la riconoscibilità dei contenuti prodotti da AI, agendo rispetto al rischio di disinformazione (anche per una tutela nei confronti degli autori, dei creativi e dei loro prodotti che vengono usati per allenare questi sistemi).
Successivamente Giulia Sala pone l’attenzione su quali sono le sfide da affrontare per questo tipo di normative, che hanno da una parte l’obiettivo della salvaguardia, ma allo stesso tempo la tutela dei diritti dei cittadini – dove l’eurodeputato risponde sostenendo che l’obiettivo principale è focalizzarsi sulle imprese con un business ad alto rischio, evitando che troppe regole possano invece nuocere alle PMI.
Ma continua dicendo che nonostante l’Europa negli ultimi cinque anni si sia dedicata molto allo sviluppo e implementazione di nuove normative sulla regolamentazione del digitale, si è ancora molto indietro e la sfida principale è riuscire ad avere una spinta politica forte in tema di adozione di tecnologia digitale.
A questo punto viene dato spazio a Diego Ciulli che sottolinea come sia importante avere un processo di sviluppo di consapevolezza di cittadini sull’educazione digitale che vada di pari passo con lo sviluppo tecnologico e che sia sostenuto sia economicamente che processualmente con l’appoggio dell’Europa – e aggiunge – uno dei principali problemi nella mancata adozione della tecnologia è la mancata consapevolezza da parte delle imprese dei loro bisogni, e proprio per questo è stato messo a disposizione delle imprese, e sulla base delle ricerche del Politecnico di Milano, un tool interattivo, chiamato AI Smart Report che affianca l’imprenditore e che lo aiuta nella gestione dell’impresa stessa fornendo report specifici e aiutando l’impresa ad affrontare il cambiamento del mercato.
Possiamo concludere riflettendo sulle potenzialità che l’AI ha e in che modo possa essere utile sia per l’imprenditore che per il semplice cittadino – tenendo bene a mente che un utilizzo sbagliato e non regolamentato della tecnologia non è un fattore di progresso.
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