Rubelli – La narrazione di un brand ultracentenario

Di Camilla Micchiante

Conoscersi e sapersi narrare è una necessità che caratterizza tutti i brand, in qualsiasi mercato. Ma quando il brand in questione ha una storia ultracentenaria, uno status e una maestria come Rubelli, risulta ancora più sfidante costruire una narrazione in grado di unire passato e presente con coerenza e innovazione.  In occasione dell’incontro della visita nello showroom milanese di Rubelli, organizzato dalla professoressa Emanuela Franzese per il corso di Retail Brand Identity, la classe del master in Comunicazione, Marketing Digitale e Pubblicità Interattiva ha potuto scoprire come il brand è stato (ed è tutt’ora) in grado di fare ciò con grande successo. 

Una storia ultracentenaria

Rubelli è un’azienda storica veneziana che vede le sue origini nella produzione di galloni e nastri d’oro già dalla seconda metà dell’800. Nel 1889, Lorenzo Rubelli acquisisce la tessitura veneziana G.B. Trapolin. Nasce così quella che viene definita nel 1897 come la tessitura più antica e, probabilmente, la più rinomata nel Veneto. 

Rubelli, fin dai primi anni di attività, vanta forniture e commesse prestigiose, tra cui preziosi tessuti commissionati personalmente dalla regina Margherita di Savoia, in occasione di una sua visita a Venezia nel 1902. 

In poco tempo, l’azienda vede una grande espansione nelle principali città italiane, tra cui Milano, Roma, Firenze, Torino e Genova. Da questa prospettiva, Rubelli è stato pioniere nel retail e, come vedremo più avanti, nella promozione. Attraverso l’apertura dei primi negozi monomarca nel 1920 in zone di prestigio delle città (andando così a rafforzare e comprovare il posizionamento in una fascia alta di mercato) il brand è stato in grado fin da subito di comunicare un’identità e un’immagine ben chiara e definita. 

Sulla stessa linea d’azione, Rubelli si è espanso al di fuori dei confini nazionali, espatriando la propria arte e maestria a Parigi, Londra, New York, Monaco di Baviera e Dubai. 

L’azienda ha continuato a evolversi nel corso degli anni, in modo particolare grazie a collaborazioni con grandi designer e architetti. Un esempio rappresentativo di ciò è stata la partnership con Gio Ponti, dalla quale sono nati tessuti iconici, come il celebre “punteggiato”, un capolavoro ancora esposto alla Biennale di Venezia.

Altro carattere pionieristico che contraddistingue Rubelli è il fatto di essere stato uno dei primi casi di trademark: la presenza di un filo verde nei tessuti era il certificato di avere tra le mani un prodotto autentico del brand. 

Oggi, Rubelli è alla quinta generazione della famiglia che, con orgoglio, gestisce tutt’ora l’azienda. 

L’offerta di Rubelli

Pur avendo come core business i tessuti di prestigio, Rubelli ha saputo con il tempo adattarsi alle dinamiche e alle richieste di mercato, ampliando la propria offerta a carte da parati, pannelli acustici e arredi di design. Così facendo, il brand si è assicurato non solo una copertura maggiore del mercato trasferendo il proprio prestigio ad altri ambiti ma, allo stesso tempo, ha costruito un pretesto ottimo per dimostrare le diverse applicazioni dei propri tessuti, sia a livello funzionale che decorativo.

Come naturale conseguenza di ciò, quando architetti, designer d’interni o progettisti si avvicinano a Rubelli, non richiedono solo tessuti ma sanno di poter trovare anche altri prodotti di alta qualità e un supporto nel decidere come impiegarli. 

L’azienda, nei suoi numerosi anni di storia di attività e produzione di alto livello, ha sviluppato la capacità di recepire non solo le richieste di stile ma anche di performance richieste dal mercato, realizzando tessuti e arredi flame retardant, resistenti alla luce e all’acqua salina, ma senza rinunciare all’impatto tattile e visivo dei tessuti classici. 

Pertanto, non è strano imbattersi in prodotti Rubelli nei contesti più disparati: hotel, ristoranti, navi, musei, yacht e teatri (alla scala sono utilizzati tessuti damascati marcati Rubelli e, inoltre, hanno realizzato l’imponente e sontuoso sipario principale del teatro Bolshoi a Mosca in occasione della sua riapertura in seguito al restauro).  

La narrazione di Rubelli

Come comunica un brand che ha una storia di così alto prestigio, con i piedi fissi nella tradizione ma lo sguardo proiettato al futuro?

Rubelli comunica attraverso diverse piattaforme, da advertising e social media a esibizioni, sponsorship e collaborazioni. Il mix phygital, un connubio tra mondo fisico e digitale, è fondamentale per raggiungere un pubblico ampio. 

Il riposizionamento del brand è una sfida, ma la presenza sui social media è cresciuta del 42% post-Covid, dimostrando l’interesse crescente per il dietro le quinte e per la sostenibilità. La pandemia, infatti, ha rivoluzionato molti aspetti della nostra vita quotidiana, compresa la percezione dello spazio in cui viviamo. Sempre più persone desiderano condividere l’ambiente che chiamano casa con il mondo, spingendo Rubelli a rinnovare la sua immagine e a trasformare la sua antica tradizione tessile in una storia contemporanea e appassionante.

Il brand ha una capacità innata nel fare ciò sfruttando, ad esempio, tessuti iconici parte della propria storia preservati nell’archivio della Fondazione Rubelli. Queste tessiture caratteristiche del brand riprendono vita grazie a collaborazioni con designer, brand del calibro di Bvlgari, Tiffany e istituzioni come La Scala di Milano e il Bolshoi di Mosca, facendo sì che il passato continui ad avere vita nel presente e si proietti al futuro con una brezza di continua innovazione.

La comunicazione di Rubelli ha sempre abbracciato l’arte e la cultura, diventando un elemento distintivo sin dalle origini. Rubelli ha intrapreso una strada unica nella comunicazione, intrecciando la sua narrazione con arte e cultura fin dagli albori.

Attraverso collaborazioni, collezioni uniche e una comunicazione in cui la narrazione della maestria ultracentenaria di Rubelli e quella dell’unione con brand contemporanei di alto livello si sposano perfettamente, l’azienda si posiziona come un faro di creatività e qualità nel mondo del design tessile internazionale. 

Pertanto, Rubelli non è semplicemente un produttore di tessuti; è un custode della tradizione veneziana che abbraccia l’innovazione, attraverso una narrazione costellata di storie, eventi e collaborazioni uniche. Grazie a tutto ciò, il brand si posiziona come pioniere nel mondo del lusso, valorizzando la propria eredità e aprendo nuovi capitoli di eccellenza.


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