Sopravviverà la qualità dell’informazione all’onda d’urto dell’Intelligenza Artificiale?
Il workshop di Citynews a Intersections 2025 non ha offerto risposte facili, ma ha tracciato una rotta chiara: oggi, il vero asset non è la tecnologia, ma la fiducia che essa non può replicare.
Il dibattito, moderato da Laura Buscemi (Responsabile R&D Marketing, Citynews) e arricchito dalle voci autorevoli di Francesco Costa (Direttore, Il Post), Fabrizio Angelini (CEO and Founder, Sensemakers) e Fabrizio Gatti (Direttore Editoriale Approfondimenti, Today.it – Citynews), è partito dalla sfida più temuta: la disinformazione. L’AI Generativa ha alzato la posta in gioco, come dimostrato dai dati dell’Italian Digital Observatory: la percentuale di storie false che sfruttano contenuti generati dall’AI è raddoppiata in un solo mese, ad aprile 2025. Francesco Costa ha subito messo in guardia: sebbene la disinformazione non sia un problema nuovo, bensì già ben conosciuto, l’AI consente la creazione di un “flusso infinito di informazioni false”, trasformando una sfida nota in una minaccia esponenziale.
Ma l’AI non è solo un nemico. Fabrizio Gatti ha mostrato come l’Intelligenza Artificiale, se usata in modo etico, possa ricoprire un ruolo di rilievo in redazione, uno strumento che non rimpiazza il giornalista, ma ne potenzia il lavoro. L’AI può setacciare rapidamente migliaia di pagine di atti pubblici, ma il lavoro cruciale resta umano con la verifica sul campo. Gatti ha sottolineato con forza che l’AI si ferma al dato grezzo; è il giornalista che deve essere a conoscenza del contesto e dare un senso alla notizia, rendendo la sua funzione sempre più essenziale e critica.
È qui che entra in gioco l’ingrediente segreto: la fiducia. Francesco Costa ha raccontato come Il Post abbia costruito il proprio successo non inseguendo lo scoop, ma puntando al “arrivare corretti” prima di “arrivare per primi”. Scelta che potrebbe apparire idealista ma che è in realtà un robusto asset commerciale, in quanto l’affidabilità si traduce in una comunità fedele e pagante. Sulla stessa linea, Citynews ha confermato che la sua audience riconosce e premia la qualità dei contenuti, come dimostrato dalla soddisfazione registrata nelle indagini.
Il finale del workshop ha svelato la logica definitiva di questo paradigma: la fiducia paga, letteralmente. L’affidabilità editoriale si riverbera sul mondo della comunicazione e pubblicità. Fabrizio Angelini ha illustrato che l’alto valore del contesto editoriale è cruciale per la brand safety. La Case History di Hyundai ne è stata la prova tangibile: una campagna pubblicitaria inserita in un contesto di qualità ha generato un Brand Lift sbalorditivo. I risultati superano di gran lunga i benchmark di settore, con la Consideration a +8.7 (contro +2.6) e l’Action Intent a +8.2 (contro +1.4). Questi numeri dimostrano che l’affidabilità del mezzo, ovvero il valore del contesto, si trasferisce direttamente al brand partner, aumentando le performance.

Il messaggio finale è risuonato come un imperativo categorico per tutti i professionisti della comunicazione in quanto stiamo vivendo un’epoca di profonda trasformazione. L’AI è una lega potente, sì, ma non potrà mai sostituire la responsabilità editoriale e il pensiero etico umano. La verifica costante e il senso etico non sono più optional, ma la chiave per guadagnarsi, giorno dopo giorno, la moneta più preziosa del futuro: la fiducia del lettore.

