La Connected TV e la co-intelligenza creativa: come DV360 e YouTube stanno trasformando il marketing video.

di Marta Bruschetta e Ilaria Cuccurullo

All’evento Intersections 2025, dedicato alla co-intelligenza creativa, il workshop “Google Italia  Unified CTV: Winning the Living Room with YouTube and DV360” ha acceso i riflettori su una delle rivoluzioni più significative nel mondo del marketing digitale: la Connected TV (CTV). In un panorama dove l’intrattenimento si frammenta su piattaforme e dispositivi, la CTV si impone come il nuovo centro di gravità per contenuti e pubblicità.

Nel 2024, il numero di dispositivi CTV ha superato quello delle TV tradizionali, raggiungendo i 22 milioni in Italia. Ma il vero cambiamento è nel comportamento degli utenti: secondo l’Osservatorio Samsung, il 41% del tempo speso su CTV è dedicato allo streaming, coinvolgendo tutte le generazioni, dai Boomers alla Gen Z. YouTube, in particolare, si conferma protagonista assoluto, con oltre un miliardo di ore streammate al giorno a livello globale e 23 milioni di utenti mensili in Italia.

Questa ricchezza di touchpoint – da YouTube a Netflix, Disney+, RaiPlay e DAZN – apre immense opportunità per i brand, ma anche nuove sfide. La pianificazione pubblicitaria su CTV è complessa: frequenze ingestibili, misurazioni frammentate e rischio di sovraesposizione. Un utente medio ha tra le quattro e le sei app di streaming installate, rendendo difficile il controllo cross-publisher e generando ad fatigue.

Marie Meyerie, Video Specialist e CTV Lead di Google Italia, ha presentato DV360 come la chiave per navigare questa complessità. La piattaforma consente una gestione centralizzata della frequenza a livello dell’utente, evitando sprechi e massimizzando la reach. Grazie a formati innovativi, partnership strategiche e all’integrazione dell’intelligenza artificiale, DV360 permette di orchestrare campagne omnicanale con precisione e impatto.

Un esempio concreto è la strategia di Luxottica per il lancio di Nuance Audio, un dispositivo acustico integrato negli occhiali, pensato per chi presenta i primi sintomi di ipoacusia. Il target è ampio e variegato, ma spesso reticente ad accettare il problema. La comunicazione ha dovuto superare barriere psicologiche e costruire awareness da zero.

  • In Italia, la strategia ha combinato TV tradizionale e CTV, raggiungendo 20 milioni di persone con alta frequenza. YouTube ha contribuito con un incremento di 5 punti sulla popolazione over 50 e 12 punti sui TV users, secondo uno studio Nilsentar.

  • Nel Regno Unito, Luxottica ha abbandonato la TV tabellare per puntare tutto sulla CTV, ottenendo risultati eccellenti in termini di view recall e brand awareness.

  • Negli Stati Uniti, la strategia si è arricchita con l’uso dei creator: il progetto con ArtJustine, tech influencer da 10 milioni di follower, ha veicolato il messaggio in modo autentico e nativo, con una product review e contenuti brevi per la distribuzione paid.

Il workshop ha mostrato come la Connected TV, potenziata da DV360 e dalla co-intelligenza creativa, non sia solo un mezzo, ma un ecosistema dinamico dove tecnologia, contenuto e strategia si fondono per creare esperienze pubblicitarie rilevanti, efficienti e memorabili. Il futuro del marketing video è già nel nostro salotto.


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