Netflix Ads. Dalla varietà dei contenuti al potere della fandom. Come i brand possono restare al centro della conversazione.

Ospiti: Evita Barra (Head of Advertising Netflix Italia) e Stefania Duico (Senior Director Marketing Netflix Italy e Greece)

di Marta Bruschetta e Ilaria Cuccurullo

Netflix compie 10 anni in Italia, Stefania Duico (Senior Director Marketing) ed Evita Barra (Head of Advertising) svelano le strategie del brand: creare connessioni emotive e ascoltare le community per generare rilevanza culturale.

Netflix mantiene la missione di intrattenere il mondo con grandi storie. Il marketing le fa scoprire e amare, generando rilevanza: quando il pubblico attende con ansia una nuova stagione o la commenta, Netflix è centrale. Il successo si basa sulla straordinaria varietà dell’offerta, che programma per innumerevoli culture creando un catalogo ricco di sfumature.

Molte storie italiane (come Il Gattopardo, Lidia Poët o Zerocalcare) hanno generato conversazioni, creando l’”effetto Netflix“. In un mercato competitivo, la sfida è far tornare il pubblico per passare tempo di qualità. La soluzione è creare una connessione emotiva: una community di fan appassionata che parla delle storie, torna a vederle e porta con sé altri spettatori. Per farlo, Netflix si basa su tre pilastri:

Primo: cercare insight rilevanti legati alla storia e al contesto locale. Per Il Mostro, la campagna ha trasferito il senso di straniamento della storia, non la semplice cronaca. Lo stesso approccio “locale” è usato per hit globali, come il video virale di Emily in Paris con Tony Effe.

Secondo: passare dall’attenzione all’azione. Ispirandosi a Stranger Things, il marketing crea esperienze per far “entrare” i fan nei mondi che amano. I fan vogliono vivere lo show, non solo guardarlo: da qui il cast a Lucca Comics o la caffettiera Bialetti a tema che suona il jingle della serie.

Terzo: il potere imprevedibile dello storytelling. Non tutto è prevedibile: i successi più forti, come Adoloscence, sono spesso quelli meno appariscenti, storie che toccano corde emotive profonde. È fondamentale capire la varietà delle storie e la risposta del pubblico.

Evita Barra ha poi illustrato le opportunità concrete per i brand, presentando il report globale “Streamwatching“. La ricerca, focalizzata su Gen Z e Millennial, analizza la rilevanza in un contesto saturo, dove l’attenzione è la risorsa chiave. Emergono tre temi:

Primo: la varietà dei contenuti, non un plus ma un’aspettativa. È il primo motivo di scelta e genera fiducia (l’84% è sicuro di trovare sempre qualcosa da guardare).

Secondo: il potere della fandom. Lo streaming trasforma l’essere fan in un’esperienza di comunità (l’88% si dichiara fan), che amplifica le connessioni e genera conversazioni (il 70% parla dei contenuti visti). Netflix è protagonista (l’81% degli utenti ne parla settimanalmente).

Terzo: il coinvolgimento emotivo. La connessione con le storie genera un’attenzione profonda e “totale” (per il 46% degli utenti). Qui sta l’opportunità per i brand: il 79% del pubblico nota di più i brand che accolgono queste connessioni. Come ha concluso Barra, questa attenzione è “il suono di milioni di spettatori incollati allo schermo”, l’ambito in cui i brand vogliono essere.

Gli interventi di Duico e Barra delineano un futuro chiaro: l’engagement emotivo è la vera moneta culturale. È in questa attenzione profonda, generata da storytelling e fandom, che i brand possono trovare il loro spazio più autentico.


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