Personas 2.0: l’attenzione che converte – Piemme e Ogury ridefiniscono il valore dell’engagement nell’era dell’AI e della privacy

Nel nuovo scenario del marketing digitale, dominato dall’intelligenza artificiale e dalle normative sulla privacy, Piemme— una delle principali media platform italiane — propone una visione centrata sul valore dell’attenzione autentica. In un contesto in cui ogni individuo è esposto quotidianamente a un numero crescente di stimoli pubblicitari, l’obiettivo non è più aumentare la quantità di impression, ma comprendere chi guarda, in quale contesto e con quale motivazione.

La conferenza “Personas 2.0: l’attenzione che converte” ha offerto una riflessione approfondita sull’evoluzione del concetto di persona, dalla definizione tradizionale basata su dati demografici a profili più dinamici, fondati su comportamenti, contesti e stati d’attenzione.

Dall’eccesso informativo alla qualità dell’esperienza
“Viviamo in una realtà iperconnessa, ma anche ipersatura di messaggi,” ha esordito Riccardo Lizzola, sottolineando come quasi un terzo degli utenti web abbia adottato tecnologie di ad blocking per difendersi dal sovraccarico informativo.
In questo scenario, per Lizzola la sfida è duplice: da un lato la tutela della privacy, dall’altro la rilevanza del messaggio. “Non basta più raggiungere le persone: serve conquistare la loro attenzione in modo autentico, rispettoso e significativo.”

Da qui nasce la missione di Piemme: creare un ecosistema in cui utenti, brand ed editori possano generare connessioni di valore. “Siamo una piattaforma che unisce tre mondi — gli utenti, i brand e gli editori — e li aiuta a costruire relazioni autentiche attraverso narrazioni di qualità,” ha affermato Lizzola.

Piemme lavora su un’ampia rete di mezzi — dalla stampa ai social, dalla radio locale alla TV digitale — creando journey cross-mediali in grado di rafforzare la fidelizzazione e la memorabilità dei messaggi. Secondo Lizzola, “una storia raccontata nel contesto giusto può essere fino a venti volte più memorabile di un semplice messaggio pubblicitario.”

L’evoluzione delle personas: dai dati alle motivazioni
La seconda parte dell’intervento, condotta da Marcello Gruppo di Ogury, ha approfondito il tema delle Personas 2.0, presentando un approccio che concilia privacy e targeting efficace.
“Oggi condividere i propri dati non è più un gesto superficiale. Gli utenti vogliono trasparenza e controllo, e questo ci impone di costruire modelli di conoscenza fondati sull’intenzionalità, non sul tracciamento passivo,” ha spiegato Gruppo.

Ogury ha sviluppato un modello basato su dati dichiarativi — ottenuti attraverso domande volontarie poste all’interno di spazi pubblicitari — che consente di mappare interessi e motivazioni reali degli utenti. “Non lavoriamo sui dati personali, ma sui comportamenti e sui contesti. Questo ci permette di creare profili di audience realmente consapevoli, e di capire non solo cosa interessa, ma perché interessa.”

Attraverso l’esempio di un cliente del settore sportivo, Gruppo ha illustrato come l’analisi semantica e contestuale possa portare a risultati tangibili: “Abbiamo ottenuto performance fino a due volte superiori alla media proprio in contesti editoriali apparentemente distanti dal tema principale, come le sezioni economiche di un quotidiano. Questo dimostra che l’attenzione nasce quando il messaggio incontra l’interesse autentico, non solo la categoria di prodotto.”

L’attenzione come metrica e come valore
Il concetto di attenzione che converte rappresenta il punto d’incontro tra la visione editoriale di Piemme e l’approccio tecnologico di Ogury.
“L’attenzione non è solo una metrica, ma un valore da coltivare lungo tutto il percorso dell’utente,” ha ribadito Gruppo.
La qualità editoriale, il basso affollamento pubblicitario e la coerenza del contesto diventano, secondo i relatori, i veri fattori di performance: più del semplice volume di traffico, conta la profondità dell’esperienza.

Piemme e Ogury condividono così un obiettivo comune: trasformare i dati in insight significativi, la creatività in relazione, e l’attenzione in valore concreto per i brand.

“Contenuti di qualità, pubblicità di qualità e attenzione verso le persone sono oggi i tre pilastri che fanno la differenza,” ha concluso Lizzola.
Una visione che segna il passaggio dal marketing dell’intrusione a quello dell’ascolto, dove l’attenzione non si compra, ma si conquista.


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