A Intersections 2025, il workshop di DoubleVerify, intitolato “Protection At Scale in News Environments: The AI Advantage”, mi ha colpito perché ha messo in luce un aspetto cruciale per il futuro dell’advertising digitale: la qualità dell’attenzione come nuovo parametro di misurazione dell’efficacia. In un contesto in cui i brand devono muoversi tra budget complessi e un ecosistema digitale sempre più affollato, l’intervento ha mostrato come la vera sfida non sia più solo raggiungere l’audience, ma riuscire a catturarne l’interesse autentico e duraturo.
È stato molto interessante il riferimento al mondo delle news, spesso considerato rischioso per la brand safety ma, come spiegato, ancora capace di offrire ai marchi un’audience attenta e di valore. DoubleVerify ha illustrato come, grazie all’intelligenza artificiale, sia possibile garantire protezione, trasparenza e pertinenza, migliorando la qualità delle campagne e riducendo l’affollamento pubblicitario. Il concetto di introdurre l’attenzione come KPI rappresenta un cambio di prospettiva fondamentale: non conta solo se un annuncio è stato visualizzato, ma quanto tempo e quanta concentrazione reale il pubblico gli ha dedicato. Mi è piaciuto molto l’approccio data-driven combinato con la dimensione emotiva, che porta i brand a costruire connessioni più autentiche con le persone e a misurare il successo non solo in termini di numeri, ma di impatto reale.
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DoubleVerify: l’attenzione come nuovo KPI per la qualità pubblicitaria

