Quali strumenti di intelligenza artificiale vengono realmente utilizzati dalle aziende italiane del marketing e della comunicazione? In quali ambiti l’AI dimostra di essere più efficace e convincente? A queste domande ha risposto il workshop condotto da Giacomo Fusina, AD di Human Highway e Consigliere di ASSIRM, durante Intersections 2025.
ASSIRM, l’associazione italiana di ricerca di mercato, sociale e d’opinione, ha mostrato un settore in costante trasformazione. Il 29% delle attività svolte con l’AI riguarda marketing e comunicazione, seguite da ideazione e creatività (18%) e ricerca e analisi (17%): tre ambiti che da soli rappresentano la metà delle applicazioni dichiarate. Tuttavia, proprio nei processi creativi emerge ancora una certa prudenza, segno che l’AI viene percepita come un supporto e non come una sostituzione del pensiero umano.
Tra gli strumenti più diffusi, ChatGPT si conferma la protagonista assoluta, seguita da Gemini e Copilot. Le grandi aziende iniziano invece a sperimentare soluzioni proprietarie, soprattutto sotto forma di chatbot aziendali.
I benefici più riconosciuti? Velocità, efficienza, assistenza e riduzione dei costi, ma anche una maggiore precisione e capacità di analisi. I limiti, invece, sono spesso di tipo culturale e formativo: la mancanza di competenze, la resistenza del personale e la scarsa attenzione strategica da parte del management frenano l’adozione di questi strumenti.
In oltre la metà dei casi (61%), i professionisti usano l’AI di propria iniziativa, senza linee guida aziendali. Un dato che mostra come l’intelligenza artificiale sia entrata nel lavoro quotidiano “dal basso”, spinta dalla curiosità individuale più che da una strategia aziendale.
In questo scenario, ASSIRM invita a guardare avanti con il proprio manifesto sull’intelligenza artificiale, Ignota Ingredimur, che promuove un approccio etico e consapevole all’uso dell’AI nella ricerca e nella conoscenza. L’intelligenza artificiale, secondo ASSIRM, non sostituisce quella umana ma la amplifica, potenziando le capacità di analisi e liberando tempo per la riflessione critica e la creatività.
La co-intelligenza è la direzione verso cui stiamo andando: una collaborazione in cui la tecnologia non toglie spazio all’uomo, ma lo aiuta a pensare meglio.



