CairoRCS Media | LIVE. STREAM. CONNECT. Gli eventi come media, da esperienza a ecosistema

Relatori

Laura Cantarelli Brand Solutions Director, CairoRcs Media

Non più solo eventi: la scommessa di Cairo RCS Media sugli “ecosistemi” di contenuto

Un evento non è più solo un momento che inizia e finisce in un dato giorno. Oggi è un vero e proprio ecosistema che connette pubblico, brand e contenuti su più piattaforme e per un tempo prolungato.

È questa la visione su cui poggia il modello della divisione Brand Solution di Cairo RCS Media, la concessionaria che unisce le forze del gruppo RCS e Cairo. Come spiega la direttrice Laura Cantarelli, questa business unit si occupa di progetti speciali e branded content, creando contenuti integrati che viaggiano su tutte le piattaforme del gruppo: dalla stampa al web, dai social fino alla TV (La7).

Non è un’idea nata ieri. È un percorso iniziato oltre dieci anni fa, quando RCS ha intuito che un evento poteva trasformarsi in un media a sé stante, costruendogli intorno un format editoriale proprietario. Oggi, il palinsesto conta oltre 25 di questi format, che spaziano dall’economia allo sport, come il celebre Festival dello Sport.

Oltre il giorno X: l’evento come ecosistema

Il vero salto di qualità, accelerato per forza di cose dalla pandemia, è stato proprio questo: trasformare l’evento singolo in un ecosistema. Se durante il Covid lo streaming è servito a raggiungere audience altrimenti impossibili, oggi la sfida è integrare il digitale in ogni singola fase dell’esperienza.

Il modello Brand Solution, infatti, si sviluppa su tre momenti distinti:

  1. Prima dell’evento: la priorità è generare attesa. Non bastano più i classici teaser. Si lavora su uno storytelling anticipato, capace di creare una community e stimolare la partecipazione prima ancora che si aprano le porte.
  2. Durante l’evento (Live): l’obiettivo è amplificare. Lo streaming è ormai la base, ma viene arricchito da content creator, strumenti di interazione live (sondaggi, Q&A) e installazioni digitali per moltiplicare i punti di contatto con il pubblico, sia quello presente che quello connesso da remoto.
  3. Dopo l’evento: qui il digitale diventa cruciale per la longevità. Highlights, contenuti on-demand e archivi video mantengono vivo l’interesse. Cantarelli immagina un futuro prossimo in cui l’AI permetterà di ricercare e valorizzare questi immensi archivi, trasformandoli in un patrimonio informativo sempre dinamico.

Il caso “Fuori Onda”: quando il post-evento supera il live

Un esempio perfetto di questo approccio? Il progetto “Fuori Onda“, realizzato per Edison nell’ambito de Il tempo delle donne.

Tutto è partito da una survey digitale che ha raccolto oltre 4.000 risposte. Quei dati sono stati usati per costruire il palinsesto dell’evento live: 20 interviste in formato podcast a personaggi di rilievo.

Durante le registrazioni, 320 persone hanno partecipato in presenza. Ma, come previsto dal modello, il vero impatto è arrivato dopo.

Le interviste sono state pubblicate su Corriere.it, YouTube e tutte le principali piattaforme audio , supportate da una robusta campagna integrata su carta, web e social. I risultati? 270.000 video views e oltre 40 milioni di impression.

Questo caso dimostra perfettamente come l’integrazione tra live e digitale moltiplichi l’audience e la durata del contenuto. Un evento circoscritto nel tempo è stato trasformato in un’esperienza mediale continua e partecipata.

In fondo, il modello di Cairo RCS Media racconta una trasformazione culturale: l’evento smette di essere un’occasione chiusa e diventa una piattaforma editoriale aperta, dove brand, redazioni e community collaborano per costruire narrazioni condivise. Un ecosistema dove la vera, nuova metrica del successo è la longevità del contenuto.

Scritto da Andrea Rigamonti


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