ARYEL | la piattaforma pubblicitaria che porta le PMI oltre i Walled Gardens

Ad Intersections 2025 ha preso vita il workshop “Aryel | La prossima evoluzione per le PMI: la nuova piattaforma pubblicitaria che va oltre i Walled Gardens”, un incontro che ha unito visione e concretezza. A condurlo è stato Mattia Salvi, co-founder e CEO di Aryel, che ha presentato con tono brillante la piattaforma pensata per rendere il display advertising più accessibile alle PMI.

Per spiegare l’evoluzione del digital advertising, Salvi ha usato la metafora di Bruno, un giovane advertiser che rappresenta tanti professionisti alle prese con brief serrati e clienti sempre più esigenti. Il suo racconto è diventato un viaggio simbolico nel mondo della pubblicità digitale, dove tra numeri, piattaforme e algoritmi si cela la vera sfida: dare senso e valore ai dati.

Bruno lavora nei cosiddetti Walled Gardens : ecosistemi chiusi come Google, Meta o TikTok, comodi da usare, ma limitati nella libertà creativa e nella trasparenza. Dall’altra parte, il programmatic advertising resta troppo complesso e costoso per una piccola agenzia. È qui che entra in gioco il “genio”, la figura simbolica che nel racconto introduce la soluzione: una piattaforma capace di aprire le porte dell’Open Web, offrendo spazi premium e processi semplificati, alla portata anche di chi non dispone di grandi budget.

Con Aryel, spiega Salvi, non serve rivoluzionare il proprio modo di lavorare: la piattaforma consente di creare e pianificare campagne in modo intuitivo grazie a un’interfaccia drag and drop e all’uso dell’intelligenza artificiale, che non sostituisce la creatività umana, ma la potenzia, assemblando e ottimizzando i contenuti già esistenti. Anche il targeting diventa più flessibile: l’AI aiuta a costruire segmenti personalizzati e a scegliere i siti più adatti, mantenendo sempre la possibilità di intervenire manualmente.

La riflessione chiave riguarda il CTR e il middle funnel. Limitarsi a click e visualizzazioni significa ignorare l’attenzione autentica: conta più un click accidentale o un utente che rimane dieci secondi su un carosello interattivo? Aryel si distingue proprio qui, permettendo di misurare e valorizzare i micro-segnali di coinvolgimento, costruendo audience più consapevoli e performanti. Così, le agenzie come quella di Bruno, possono diversificare le pianificazioni, accedere a nuovi canali e offrire ai clienti una visione realistica del ritorno delle campagne.

Il viaggio di Bruno si conclude con una nuova consapevolezza: esiste un modo diverso di fare pubblicità digitale, più trasparente, misurabile e umano. Come ha ricordato Salvi, la sfida del futuro non sarà inseguire i numeri più alti, ma creare esperienze che lascino un segno autentico. Perché nel digital advertising di domani, il vero valore non sta in quanti ti cliccano, ma in quanti decidono di restare a guardare.

Articolo a cura di Clarissa Cairoli


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